SERRAVALLE PISTOIESE – Non solo un’opera d’arte ma anche un evento particolare vissuto dall’artista Filippo Biagioli alla fine dell’anno 2024.
Partiamo dall’opera che è stata realizzata con legno di scarto, pulito, restaurato e scolpito da Biagioli. La scelta dei colori, bianco e oro, è stata fatta sia per la loro armonia che per il loro significato esoterico.

Nella più classica interpretazione, il bianco viene associato alla purezza, alla divinità, a qualcosa di non contaminato. L’oro è il simbolo divino del valore, del prezioso e anche in questo caso, di puro.
“Niente di tutto questo – dice Biagioli – queste sono le interpretazioni più comuni che vengono attribuite. Ho usato il bianco e l’oro per il loro significato combinato, per evocare stati di coscienza superiori, protezione spirituale e connessione con l’assoluto. Quando il bianco e l’oro vengono usati insieme, il loro significato si potenzia, rappresentando luce divina e illuminazione suprema, sacralità e divinità quindi. La combinazione rappresenta una connessione diretta con il divino, la manifestazione della luce spirituale più pura”.
Questi colori appaiono frequentemente in pratiche esoteriche, rituali, e rappresentazioni simboliche. “Ho inserito la scritta ebraica “אור” – continua Biagioli – che significa Luce. Ai Piedi di Cristo crocifisso, c’è una Croce di Gerusalemme. L’Opera è dedicata alla Luce di Cristo, poiché è ciò che ho maggiormente sentito durante la mia “Epifania”.
A metà dicembre del 2024 ho sentito Dio dirmi di realizzare un crocifisso grande quanto me e successivamente portarlo a spalla a Serravalle alla Chiesa di Santo Stefano, risalente al 1200, da Chiesina di Ponte di Serravalle dove abito”.
Biagioli ha anche realizzato un video in cui racconta la sua personale processione e la finale collocazione dell’opera nella Chiesa di Santo Stefano.

“É stato qualcosa di meraviglioso – dice sempre l’artista – la fatica fisica si è trasformata in pura essenza spirituale, regalandomi un trasporto che è impossibile da raccontare. Sono stati momenti faticosi fisicamente, sono partito da solo, ma poco dopo è arrivata mia cognata; poi mia moglie. Ci siamo incamminati, con gli automobilisti che ci guardavano straniti e questo mi faceva ridere. Ormai siamo arrivati al paradosso che se vedi qualcuno picchiato per strada te ne freghi, ma se vedi una persona con un Crocifisso nel periodo natalizio sembra una cosa fuori dal mondo.
Del resto però, ciò che mi è stato chiesto, l’ho fatto, mi, anzi, ci ha fatto piacere. Continuo a lavorare per un sereno dialogo fra tutte le forze nel mondo affinché cessino le guerre e torni la Pace”.










