mercoledì, Settembre 9, 2026

Lido Contemori e il suo vivere, tra satira e impegno sociale e politico

SCANDICCI – Lido Contemori, disegnatore satirico e illustratore, è stato l’ospite dell’appuntamento di ieri al Castello dell’Acciaiolo a Scandicci per il ciclo di incontri sul tema “Satira e Società”.

La saletta che ha ospitato l’evento presso la sede della mostra su Sergio Staino, era gremita di pubblico: tra i presenti la moglie di Staino, Bruna Pinasco, la sindaca di Scandicci Claudia Sereni, il curatore della mostra Pio Corveddu.

Lido Contemori con Claudia Sereni, sindaca di Scandicci (fotografie di Stefano Di Cecio)

Condotta da Dario Dino-Guida di Lucca Comics&Games, l’intervista o meglio la chiacchierata con Contemori ha svelato la sua carriera fin dagli inizi per arrivare agli ultimi lavori realizzati e ai progetti in corso. Parlare con lui è stato quasi un ripercorrere la storia della satira in Italia, Contemori infatti inizia molto giovane.

Racconta un episodio di quando aveva dieci anni, notato a scuola dalla maestra per il suo talento nel disegnare viene invitato a partecipare ad un concorso organizzato dalla ditta che produceva lo Yomo. Lo fece inviando una tavola a fumetti dove si raccontava la vicenda di un Cowboy molto simile a Coccobill che faceva fuori tutti i cattivi e dopo, entrando nel saloon, declamava “E ora Yogurt per tutti!”. La storia piacque, fu pubblicata sul giornalino e fu premiato con dodici vasetti di yogurt che donò alla maestra, ma gli arrivò anche una macchina fotografica Ferrania che conserva tutt’ora.

Allora pensò: “se faccio i disegnini e poi arrivano i regalini forse vale la pena continuare…” Glielo disse anche Giulio Chierchini, uno dei più bravi disegnatori italiani della Disney. Cominciò quindi con un disegno sul giornale “La Chiacchiera” di Firenze. Poi “Potere Operaio” nel 1973, l’anno seguente “Ca Balà” che praticamente era un anticipazione de “Il Male” e tanti altri.

I disegnatori allora erano molto politicizzati, vigeva la forte convinzione che la satira potesse essere essenzialmente un’arma politica e non solo un disegno. Dario Dino-Guida, a proposito di questo, dice che in quel periodo l’impegno politico e sociale veniva prima dell’attività e del lavoro in ambito artistico; Contemori conferma, “c’era il movimento, gli operai in lotta e noi facevamo parte di questo mondo, coinvolti in prima persona. Il resto veniva dopo, ci esprimevamo anche con la satira ed altre forme di espressione”.

Sergio Staino – continua Dario Dino-Guida – parte a quarant’anni, già maturo, voi eravate molto più giovani”. Negli anni Ottanta, con l’inizio della collaborazione con Repubblica, arrivano finalmente i primi soldi, assenti non giustificati nei precedenti dieci anni di attività.

Molte le esperienze dagli anni Ottanta in poi, riviste come Linus o l’Informatore Coop, se non la Gazzetta dello Sport, Radiocorriere TV, Galagol (Telemontecarlo) e Il Lavoro, Smemoranda, Il Secolo XIX.

Contemori parla degli anni Settanta e dei personaggi che sostenevano riviste come Ca Balà: Dario Fo, Zavattini, Oreste Del Buono, Umberto Eco, Giorgio Manganelli, Luigi Malerba, era una rivista che andava dove c’era lo scontro politico. Il Male seguirà questa traccia.

Fra le varie forme espressive utilizzate da Contemori nel tempo, cioè scrivere, disegnare fumetti, strisce ecc. tanto da essere definito Multilido da Jiga Melik (l’inventore delle false prime pagine dei quotidiani pubblicate da “Il Male”) quella prediletta è sicuramente l’illustrazione soprattutto quella stimolata dal lavoro con gli scrittori ma anche per le pagine culturali dei quotidiani (Repubblica, Secolo XIX).

Lido Contemori in dialogo con Dario Dino Guida

Anche noi gli abbiamo rivolto alcune domande:

Che tipo di rapporto c’era fra te e Sergio Staino?

Con Sergio un rapporto molto amichevole, un rapporto forte, condividevamo praticamente gli stessi valori, ci siamo incrociati in una quantità incredibile di occasioni. Mostre ai tempi del Satyricon di Repubblica e ci vedevamo molto spesso, soprattutto negli eventi legati sempre alla satira. Sergio l’ho incontrato la prima volta agli inizi degli anni 80 e frequentato fino a che non è purtroppo scomparso. Condividevamo valori e scelte politiche, volevamo comunicarli attraverso il disegno.

Che spazio c’è secondo te per la satira oggi, rispetto a quella che si faceva negli anni Settanta?

Beh, ai tempi nostri era più facile perché c’erano le pubblicazioni di carta. La carta era veramente il massimo, era un momento felicissimo per le riviste, i giornali, gli inserti. Oggi si sente la mancanza proprio della carta, è tutto sul web e sul web è un minestrone, le cose si confondono. Sicuramente lo spazio c’è ancora, però dal punto di vista strettamente professionale, considerato che di carta c’è n’è sempre meno, effettivamente difficoltà ce ne sono.

Per un giovane è più facile stare sul web, però non credo che riuscirà poi davvero a trasformarsi in un mestiere, è difficile se si insiste solo sul web. Le pubblicazioni di carta dovrebbero comunque avere un ruolo importante anche oggi, ma purtroppo non è così perché la carta non la legge più nessuno e questo è veramente un grosso limite.

Come lo vedi in prospettiva questo nuovo andamento del mondo in mano a pochi “padroni”?

È una situazione medievale, noi siamo tornati indietro di centinaia di anni e le cose sono messe piuttosto male. Assolutamente, perché quando si ragiona di monopolisti, quando si ragiona di imperatori, di finte democrazie, si arriva veramente al peggio. Quando si creano difficoltà nella libertà di espressione o con le fake news si mette in giro informazione fasulla, a quel punto ne va proprio della libertà di tutti.

E’ più problematico oggi che negli anni Settanta quando c’erano i famigerati poteri occulti, in particolar modo in Italia?

Sicuramente perché i poteri saranno stati occulti, ma la tecnologia che c’è oggi, tecnologia per il controllo, è centomila volte più potente, insidiosa, pericolosa rispetto a quei tempi. Gli anni Settanta e Ottanta sono stati molto creativi, saranno stati anche anni di piombo, sicuramente sono successe tante cose terribili, ma comunque c’è stato anche un grosso spazio per la creatività, cosa che oggi vedo molto meno.

Il pubblico presente all’incontro a Scandicci

Lido Contemori, nato il 13 novembre 1948 a Foiano della Chiana (Arezzo), è un illustratore e disegnatore satirico italiano. Ha studiato Belle Arti a Firenze, Parigi e Milano, laureandosi in Scienze Politiche all’Università di Firenze con una tesi sulle comunicazioni di massa.

La mostra su Sergio Staino – L’arte di vivere tra satira e impegno al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci, proseguirà fino a sabato 18 gennaio 2025 data in cui si svolgerà l’ultimo incontro del ciclo “Satira e società” alle 15,30, con Maicol & Mirco insieme ad Ilaria Staino, figlia di Sergio.

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