mercoledì, Settembre 9, 2026

Frammenti letterari da “L’uomo invisibile” di Ellison raccontati a ritmo di jazz

di Simone Tofani

PISTOIA – Oggi pomeriggio si è svolta l’anteprima de “Le parole di Hurbinek 2025”, il progetto, giunto alla sua terza edizione, ideato e curato da Massimo Bucciantini, realizzato da Fondazione Teatri di Pistoia, con il sostegno di Fondazione Caript, in collaborazione con Fondazione Uniser Pistoia, con il patrocinio del Comune di Pistoia, della Provincia di Pistoia e della Regione Toscana e con il contributo di Conad.

In scena presso Il Funaro “Un racconto in jazz. Frammenti letterari da L’uomo invisibile di Ralph Ellison”, il razzismo interpretato attraverso l’immaginario artistico afro-americano. Il tema centrale di questa terza edizione, come ricorda Massimo Bucciantini, è infatti la “razza”. Una parola paradossale che, pur non avendo una base scientifica, è causa di discriminazioni, violenze e guerre.

Alcune immagini del concerto jazz al Funaro di Pistoia in occasione dell’evento di anteprima de “Le parole di Urbinek” (fotografie di Simone Tofani)

Questa rassegna invita a prendersi il tempo necessario per analizzare a fondo il termine e comprenderne le connotazioni. L’obiettivo è riflettere sulla complessità storica e sul problematico rapporto tra passato e presente.

Veniamo quindi guidati, attraverso la voce di Francesco Martinelli, storico della musica, nella riscoperta della prima opera di Ellison “L’uomo invisibile” che è una testimonianza su carta della vita degli afro-americani, prima della fine della segregazione razziale. Dove si racconta l’emarginazione e i meccanismi sociali che si celano dietro a questi comportamenti, sfociando molte volte nella frustrazione di chi li subiva e nella violenza. Portando così l’individuo ad una condizione di emarginazione, di “invisibilità”.

Le parole dell’autore sono accompagnate da un quintetto d’eccezione composto da Silvia Bolognesi, basso e direzione, Noemi Fiorucci, voce, Attilio Sepe, sax alto, Emanuele Marsico, tromba e voce, Sergio Bolognesi, batteria.

Grazie a questa fusione di versi e musica l’ascoltatore si trova trasportato ancora più nel profondo dello scritto Ralph Ellison. Musicista lui stesso e appassionato di jazz, infatti ha intessuto tutto il romanzo di musica, a partire già dal prologo, articolato intorno a una visione generata dall’ascolto di Black and Blue di Louis Armstrong, brano caratterizzato dall’intenso “signifying”, una vera e propria creazione di significato che corre parallelamente al testo.

Questa lettura in musica non si limita a offrire un’esperienza culturale fini a se stessa; ambisce anche a promuovere una lettura storica consapevole non solo del colonialismo secolare subito dagli afro-americani, che ci può sembrare lontano e non raggiungibile, ma anche a stimolare una riflessione critica sul colonialismo “di casa nostra”, passato e presente. Attraverso il connubio tra parole e note, l’ascoltare viene invitato ad una riflessione profonda sulla complessità delle eredità coloniali.

Un’occasione di suggerire una lettura più consapevole e critica della nostra storia, utilizzando la potenza della musica come strumento di riflessione e comprensione.

La rassegna prosegue con diversi eventi fino al 27 gennaio, in vari luoghi della città: al Funaro, al Piccolo Teatro Bolognini, a Palazzo de’ Rossi, nelle scuole della città, oltre alla libreria Lo Spazio. Diversi appuntamenti in queste “giornate della memoria” per cercare di riflettere su una delle più grandi tragedie della contemporaneità e di farlo insieme.

Related Articles

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

ULTIMI ARTICOLI