mercoledì, Settembre 9, 2026

Al via i trent’anni di MetJazz con un doppio concerto al Metastasio

di Simone Tofani

PRATO – La trentesima edizione di MetJazz è ufficialmente iniziata, e dopo le anteprime è tempo di festeggiare il suo compleanno.

Ieri lunedì 20 Gennaio nella cornice del Teatro Metastasio di Prato, il direttore Stefano Zenni ci introduce nel tema di questo trentennale “Is that Jazz? Trent’anni di musica a Prato”, che regala al pubblico un doppio concerto indimenticabile ricco di emozioni forti e sonorità travolgenti, grazie alla presenza di due trii elettrici dal carattere unico.

Matteo Addabbo e il suo OrganTrio in concerto al Metastasio (fotografie di Simone Tofani)

L’apertura è affidata al formidabile organista toscano Matteo Addabbo, per la prima volta al MetJazz, che ha guidato il suo Organ Trio completato da chitarra e batteria.

Questo trio, in una composizione rodata, è fortemente influenzato dal soul e dal funky degli anni Cinquanta, riportando l’ascoltatore verso un sound classico ed inconfondibile per questo genere. Addabbo e il suo organo hanno creato una solida base, sulla quale le evoluzioni di chitarra e la mutevole ritmica di batteria si sono intrecciate in un avvincente alternarsi alla guida del gruppo.

Le sue abilità tecniche e la sua sensibilità musicale hanno trasportato il pubblico in un viaggio sonoro che ha combinato ritmi coinvolgenti e melodie avvolgenti. Le influenze del soul e del funky sono state evidenti in ogni nota, creando un’atmosfera retrò ma allo stesso tempo contemporanea.

Con il suo Organ Trio, Addabbo riesce a creare un sound brillante e caldo che fonde tradizione e innovazione, portando il pubblico in un mondo musicale ricco di sfumature e emozioni.

Torna sul palco del MetJazz Giovanni Falzone, con un l’inusuale trio FREAK MACHINE dove spicca al suo vertice la tromba elettrificata fusa a tratti con synth e loop station, Falzone si intrecciata all’immancabile estro di batteria e alle energiche linee di basso elettrico. Una forma non convenzionale per lo Standard Jazz, ma Falzone una delle punte di diamante del jazz italiano ed internazionale, riesce nel compito di rompere la barriera del pregiudizio e delle etichette di classificazione musicale, con una performance travolgente e ricca di energia e sperimentazione.

Il trio Freak Machine di Giovanni Falzone in concerto (fotografie di Simone Tofani)

La FREAK MACHINE, porta l’ascoltatore attraverso ritmi e melodie ricche di suggestioni, immergendosi nel folk mediterraneo che si sporca a tratti di Punk e Rock offerto composizioni originali permeate dallo spirito vibrante e rivoluzionario. La tromba elettrificata di Falzone è diventata una voce potente e innovativa, capace di esplorare nuovi territori sonori e di dialogare in modo dinamico con gli altri strumenti. La loro performance diventa quindi un’esplosione di creatività e forza, catturando l’attenzione del pubblico e facendolo vibrare all’unisono con ogni nota.

FREAK MACHINE non è solo esecuzione, ma un vero e proprio desiderio di reinventarsi, aprendo la porta all’elettronica unendola con l’improvvisazione per creare nuovi percorsi musicali.

Questa serata inaugurale del MetJazz 2025 è stata un’esperienza sonora indimenticabile per il pubblico presente, un evento che ha dato ancora una volta modo di capire la mutevolezza del Jazz portando l’ascoltatore a riflettere su quanto un trio possa essere diverso dall’altro, “It that Jazz?”.

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