mercoledì, Settembre 9, 2026

Sindacato Parte Civile in un episodio di violenza di genere a Prato. E’ la prima volta in Italia

di Andrea Mori

PRATO – Questa mattina Cgil e Filctem Cgil Prato e Pistoia hanno parlato alla stampa in merito ad un procedimento nel quale si sono costituite parti civili. Per la prima volta in Italia il sindacato viene ammesso come parte civile in un episodio di molestie sul posto di lavoro.

Amelia Vetrone, Cristina Pierattini, Juri Meneghetti

L’episodio risale al dicembre 2021, quando la dipendente di un’azienda tessile, una trentenne italiana, avrebbe subìto una violenza sessuale sul luogo di lavoro. Secondo quanto denunciato dalla vittima il titolare, un uomo cinese di 47 anni, le avrebbe spostato la mascherina tentando di baciarla sulla bocca. Risultato: l’imprenditore ha patteggiato e dovrà svolgere 240 ore di lavoro di pubblica utilità per un’associazione di volontariato.

Per Juri Meneghetti, segretario generale Filctem Cgil Prato Pistoia, “ci sono alcuni aspetti fondamentali che riguardano questa vicenda specifica, tra tutti il fatto che per la prima volta in Italia il sindacato viene ammesso parte civile in un procedimento di questo tipo”. Meneghetti ha affermato come questo rappresenti un passaggio politicamente importante, aggiungendo che permette loro “di offrire maggiore tutela alla persona, perché non solo possiamo offrire assistenza immediata a chi si rivolge a noi, ma anche l’affiancamento nel percorso processuale”.

Amelia Vetrone

Dal punto di vista legale al fianco di Cgil e Filctem c’era l’avvocata Amelia Vetrone, che, riprendendo le parole del segretario, parla di un importante atto politico prima ancora che giuridico, per poi fare un po’ di chiarezza su cosa significa subìre violenza sul posto di lavoro. “Quando parliamo di violenza di genere – ha detto la legale –, facciamo sempre riferimento alla violenza domestica o a quella che può verificarsi per strada, eppure c’è una violenza più nascosta di cui si fatica ad avere i numeri”. 

Vetrone spiega come le persone vittime di un qualche tipo di abuso sul luogo del loro impiego abbiano “più difficoltà a denunciare”, e questo perché si trovano ad essere soggette ad un ricatto sociale che è dato dallo stipendio, dalla ricerca di un nuovo lavoro, dal dover far fronte alle esigenze di una famiglia come il mutuo, le bollette…: “tutti aspetti che incidono sulla possibilità di denuncia da parte di una donna che subisce delle molestie nell’ambito lavorativo. Non a caso i numeri di queste violenze sono molto inferiori rispetto a quello che poi è il dato reale”. 

Difficoltà riscontrata però non perché non sia una reale vittima o perché non riesca a trovare aiuto – spiega l’avvocata –, ma perché molto spesso “la donna che si trova a denunciare il proprio datore di lavoro sa già che avrà dall’altra parte una serie di testimoni che diranno che quello raccontato non è accaduto, il motivo è ovviamente che anche loro sono dipendenti della stessa persona”.

Chiunque sia vittima di un qualsiasi tipo di sopraffazione da parte di chi ha più potere di lei, si trova il più delle volte ad essere sola, debole e impaurita. “Il fatto che oggi il sindacato si sia costituito e sia stato ammesso come parte civile sia della Categoria che della Camera del Lavoro – prosegue la legale –, è un segnale che comunica il seguente messaggio a queste donne: Sappiate che, qualora decidiate di denunciare, ci sarà qualcuno al vostro fianco“. 

Infine per Cristina Pierattina, segretaria Cgil Prato, il sindacato “rappresenta una certezza di supporto e sostegno, un porto sicuro al quale rivolgersi se si subisce o si è testimoni di un evento di molestia e violenza”.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

sport prato

ultime dalla regione