mercoledì, Settembre 9, 2026

Ricordare il passato per essere umani nel presente

di Anna Melani e Mauro Matteucci*

Crediamo che in questo ottantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau, si debba guardare al tragico presente nel ricordare l’orrore della Shoah realizzata da parte di un paese, la Germania – uno dei fari della cultura europea – ma in cui si può dire che era sprofondata e annientata l’umanità. Si arrivò infatti, con l’ideologia nazista alla negazione del “diverso” – ma oggi questa parola quale significato può/deve assumere? – fino alla sua distruzione e cancellazione nei lager.

Lea Grundig. L’esodo

Mentre gli Ebrei di tutti i paesi europei alleati o conquistati dalla Germania hitleriana venivano condotti nei campi di sterminio con treni che partivano dal cuore delle città, non ci furono mai reazioni degli altri cittadini, si preferì “guardare dall’altra parte”! Proprio perché la disumanizzazione assoluta dello sterminio operato dai nazisti con la loro delirante ideologia non dovesse più ripetersi su scala planetaria, i giuristi dopo la fine della guerra gettarono le fondamenta per una società basata sul principio irrinunciabile del rispetto tra i popoli, costruendo sull’uguaglianza nella dignità di ogni essere umano un sistema condiviso di valori e di memoria collettiva: la Corte Penale Internazionale dell’Aja ne fu uno dei risultati più alti, perché rappresentò la volontà di unire indissolubilmente il diritto all’etica.

Eppure immani carneficine continuarono e continuano a ripetersi in ogni continente! Oggi non possiamo che rimanere sconvolti e indignati di fronte alla catastrofe, alla deportazione, al massacro della popolazione civile di Gaza con migliaia di bambini uccisi dai bombardamenti. I responsabili israeliani di questo eccidio come quello della strage commessa il 7 ottobre da Hamas, devono essere chiamati, senza ipocrite e criminose distinzioni, a rispondere davanti alla Giustizia. Solo così potremo costruire per le future generazioni non la società dell’inimicizia e della guerra, ma quella del dialogo e della convivenza, perché, come hanno scritto due grandi studiosi, il palestinese Bashir Bashir e l’ebreo Amos Goldberg: la Nakba, pur essendo un evento unico nel suo genere, appartiene alla medesima storia moderna e globale di genocidio di cui l’Olocausto (anch’esso evento unico) è forse la parte più estrema e crudele.

*Centro “don Lorenzo Milani” di Pistoia

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