di Simone Tofani
PRATO – MetJazz 2025 nel suo trentennale non è solo Metastasio, ma tutta la città di Prato gli fa da palco.
Come successo già nell’anteprima, anche questa mattina il Festival nel suo compleanno itinerante porta la buona musica altrove.
Per il concerto di oggi viene scelta la sala concerti della Scuola di musica Giuseppe Verdi, dove il direttore artistico del festival Stefano Zenni insieme al direttore della scuola Paolo Ponzecchi, danno il benvenuto al pubblico, in un luogo che molto si addice all’evento proposto in cartellone: così la scelta di questo trio Under 30 si sposa alla perfezione con la sala concerti all’interno di una delle più importanti fucine artistiche.

L’innovativo trio Piranha, composto da Federico Calcagno ai clarinetti, Filippo Rinaldo al pianoforte e octatrack, e Stefano Grasso alla batteria e vibrafono, ha offerto al pubblico un’esperienza musicale immersiva di tutto rispetto.
Una mescolanza di suggestioni diverse, quelle che riescono a produrre i Piranha, che si distingue per il suo organico inusuale, superando i confini del jazz classico per avventurarsi nel contemporaneo.

La loro performance ha rappresentato una fusione ardita di musica classica-contemporanea, jazz e improvvisazione. Ogni membro del gruppo contribuisce con brani originali, facendo sì che il profilo generale del progetto muti a seconda della prospettiva di ciascun compositore, portando l’ascoltatore in questo mutare di esperienze personali e comunicative dei singoli degli artisti.

Un trio non convenzionale, ma non per questo improvvisato, tutt’altro, il talentuoso trio, racchiude l’essenza del panorama musicale attuale con Federico Calcagno, uno dei clarinettisti più premiati tra i giovani musicisti italiani, Filippo Rinaldo che riesce nell’arduo compito di creare sonorità complesse e innovative, con una semplicità disarmante, mescolando tradizione e tecnologia in un equilibrio perfetto e Stefano Grasso con la sua versatilità straordinaria, passando con maestria da ritmi incalzanti a melodie delicate, esse siano prodotte su batteria o vibrafono oppure sul comparto ritmico messo a disposizione della Scuola di musica Giuseppe Verdi.

Il concerto del trio Piranha ha offerto una visione personale dei tre membri, dove il pubblico ha quasi giocato nel riconoscere la mente dietro alla partitura proposta. Un concerto che ha dimostrato come il jazz contemporaneo possa essere una piattaforma di sperimentazione e creatività senza limiti.









