mercoledì, Settembre 9, 2026

Testimone dell’odissea dei migranti, ‘ma intanto si liberano i tagliagole libici!’

PISTOIA – “Desidero esprimere alcune riflessioni come volontario impegnato da quasi trent’anni nell’accoglienza dei migranti, ma anche come cittadino riguardo ai trasferimenti – ma sarebbe più giusto chiamarli “deportazioni” – di migranti da parte del governo italiano nei centri costruiti in Albania . Sappiamo da ieri che per sentenza della Corte di Appello di Roma, per la terza volta questa operazione è stata invalidata, perciò i migranti dovranno essere ricondotti in Italia e liberati. Credo che siamo giunti al massimo del ridicolo, ma soprattutto dell’insipienza giuridica, dell’irrazionalità, dello spreco di denaro pubblico, della più miserabile propaganda politica, della più ripugnante disumanità. Ma tutti questi soldi non potevano essere spesi per rimediare allo sfascio della Sanità pubblica, per la manutenzione degli edifici scolastici – in rovina in molte città come nella mia di Pistoia – per intervenire sul degrado ambientale sotto gli occhi di tutti e in altri settori pubblici in gravissima difficoltà?

Lavorando per tanti anni nell’immigrazione sono venuto a contatto non solo con un fenomeno epocale, ma soprattutto con la carne viva di tante persone spesso sofferenti per diverse cause: ho incontrato ragazze sottratte alla prostituzione coatta, donne violentate nelle prigioni libiche o madri che avevano visto morire i figli nel deserto, giovani che portavano sul corpo i segni delle torture subite o che avevano la mente distrutta forse per sempre a causa delle violenze subite, alcuni che sono morti a Pistoia – uno nel nostro Centro di accoglienza di Vicofaro – altri con dipendenze da droghe o da alcool e…
Ma intanto si liberano i tagliagole libici!
Ho anche visitato alcuni centri in Calabria – a Rosarno e a san Ferdinando – dove migliaia, soprattutto di africani ma non solo, lavorano da schiavi negli agrumeti, dormendo in baracche o all’addiaccio anche d’inverno. Allo stesso modo ho visto molti lavoratori stranieri nei vigneti del Garda spesso provenienti dai Balcani. Nel nostro Centro di accoglienza sono passati in quasi nove anni oltre 500 migranti africani, spesso in condizioni di grave disagio, senza che mai le istituzioni locali e regionali, gravemente inadempienti, abbiano impiegato risorse per venire incontro alle esigenze – anche sanitarie – dei migranti, per non parlare delle persecuzioni con ordinanze, multe, ingiunzioni ecc. Altrettanto colpevoli il silenzio e l’indifferenza della mia città – compresi cattolici e cosiddetti “progressisti”, fatte poche coraggiose eccezioni – in una preoccupante regressione civile, politica e umana, che riguarda anche l’intero paese.

Quale altra parola possiamo dare, se non “razzismo” a questi comportamenti? Tutto ciò, anche da ottantenne impegnato costantemente nel sociale soprattutto nella scuola, suscita la mia più ferma indignazione come cittadino, come educatore, come cristiano e mi spinge a resistere con ancora più convinzione secondo l’insegnamento del grande sacerdote e maestro di Barbiana, che ho conosciuto poco prima della sua morte: Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora vi dirò che nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”.

Mauro Matteucci, Centro “don Lorenzo Milani” Pistoia

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