mercoledì, Settembre 9, 2026

Prato. “Prigionieri di tossici e ubriachi”, l’esasperazione in piazza Mercatale

di Andrea Mori

PRATO – “Dobbiamo lavorare così? Ci meritiamo questo noi, quei pochi che ancora resistono tenendo le loro attività aperte?”

Lo aveva scritto in un post su FB, associandolo alla descrizione di alcuni drammatici momenti che popolano la vita attorno a piazza Mercatale. Siamo andati a chiedere qualche chiarimento.

“É la solita storia, ogni giorno, tutti i giorni, 365 l’anno – ci dice il commerciante di piazza Mercatale che questo pomeriggio ha manifestato la propria sofferenza sui social -. È da ieri sera che sto buttando fuori dal negozio tossici e ubriachi”. E prosegue definendo la piazza come ormai “ridotta ad una latrina, tra prostituzione, spaccio e consumo”.

Quello che ci viene raccontato è il continuo peggioramento rispetto alla presenza di persone che vivono di “espedienti e accattonaggio, che bevono, spacciano e si drogano. Io non ce l’ho con loro – prosegue il gestore del negozio –, ma siamo arrivati a un punto in cui non si riesce neanche a lavorare”.

Secondo l’esercente per quanto riguarda il tema di decoro e sicurezza la questione non è quella di prendere posizioni politiche, quanto piuttosto di cominciare a dare un segnale concreto a coloro i quali contribuiscono a rendere via Garibaldi (che ‘sfocia’ in piazza Mercatale) una strada viva. 

La richiesta è che il Comune guardi e agisca.

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