mercoledì, Settembre 9, 2026

“Come se niente fosse”: un’iniezione di “sano” scetticismo nello show di Davide Grillo

PRATO – Che cosa succederebbe se l’Italia venisse travolta da un’improvvisa ondata di scetticismo, relativismo e disincanto?

Come reagirebbe la gente se tutto diventasse oggetto di dubbio e venisse messo in discussione? E se le nostre certezze, anche le più granitiche, iniziassero a erodersi e perdessero di senso e di significato?

Al Teatro Magnolfi di Prato l’attore e autore comico Davide Grillo coinvolge un pubblico di tutte le età in una stand up comedy dai risvolti “filosofici” e a tratti grotteschi, che con la sua ironia pungente vuole far sorridere ma anche far riflettere sul senso che noi attribuiamo alle cose, molto spesso senza nemmeno pensarci, e su come potrebbe essere la nostra vita se d’un tratto le nostre certezze e sicurezze venissero a mancare.

Davide Grillo in “Come se niente fosse” (foto di Silvia Bavetta)

“Come se niente fosse”: questo il titolo di uno spettacolo che è al tempo stesso un monologo personale e una “favola scettica” sulla mancanza di senso e sull’incertezza che pervade l’intera società, in un contesto dove l’individuo si sente sempre più inadeguato e fuori posto, “schiacciato” da convenzioni sociali, religioni, sistemi economici alienanti.

Grillo immagina un fantomatico telegiornale in cui si dà una notizia straordinaria: per un intero fine settimana il nostro Paese sarà coinvolto da un’ondata di scetticismo e di dubbio che si diffonderà a macchia d’olio da nord a sud, e che trascinerà tutti gli italiani nel caos e nell’indeterminatezza. Con frequenti riferimenti al lessico metereologico, arguti nonsense e abili calembour e giochi di parole, Grillo ci trasporta in un mondo dove ogni cosa è ormai messa in discussione, dove tutto è il contrario di tutto e dove ogni prospettiva che fino a quel momento pareva certa e indiscutibile viene adesso rovesciata.

È in parte un interessante “esercizio” filosofico, che ci porta a vedere la realtà attraverso i dubbi, le domande e lo scetticismo tipici dei filosofi e delle loro scuole di pensiero (durante il suo monologo, infatti, l’attore “confessa” al pubblico i suoi studi universitari di filosofia), in parte è invece un tragicomico viaggio attraverso personaggi e situazioni al limite del paradosso, che aprono però alla riflessione su quanta “assurdità” esista nel nostro vivere quotidiano, di cui non siamo più capaci di accorgerci.

Il filo conduttore del racconto, rappresentato dalla rievocazione della vicenda sentimentale tra l’attore e la sua ex ragazza, si mescola così a riflessioni e divagazioni sparse sul relativismo, la molteplicità dei punti di vista, le angolature diverse del reale, le false certezze del mondo: non si tratta di essere “complottisti” o “negazionisti” affermando che tutto è falso e non esiste nulla di reale, piuttosto quello di Grillo è un invito a fermarci per un attimo a pensare e a considerare come ciò che noi diamo per ovvio e per scontato possa avere più interpretazioni e più punti di vista differenti.

Ecco allora alcune pungenti “frecciate”, sempre condotte nel segno dell’ironia, verso tutte quelle realtà che pretendono o rivendicano di offrire certezze e soluzioni a tutti i problemi dell’uomo, dalla religione cattolica con i suoi dogmi e le sue verità che non possono essere messe in dubbio in termini di fede, fino alle convenzioni sociali e a un sistema economico post-fordista che obbliga l’individuo ad adattarsi al mercato e alle sue esigenze.

E poi ancora i rapporti sentimentali, le amicizie, gli studi, la scuola, la più banale quotidianità: tutto viene travolto da questa improvvisa ondata e ogni prospettiva viene rovesciata, con esiti molto spesso parodistici. Senza dimenticare il tema ricorrente di quel senso di disagio e di inadeguatezza al mondo e alle sue “regole” avvertito dalla generazione dei cosiddetti “millennials” alla quale anche Grillo appartiene, e che ricerca possibili vie di fuga o di lotta sociale contro il sistema dominante.

Un’ora per ridere e riflettere insieme, una buona iniezione di “sano” scetticismo che ci può aiutare a vivere meglio e a vedere il mondo con occhi diversi, per uno spettacolo che ha appassionato e coinvolto un pubblico composto da molti giovanissimi.

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