mercoledì, Settembre 9, 2026

Mondo sanitario e cittadini, tutti i nodi da sciogliere in Toscana

di Andrea Mori

PRATO – L’associazione culturale “Punto d’incontro” ha organizzato una serata di dialogo tra operatori del mondo sanitario e cittadini per fare il punto sul sistema toscano e le sue prospettive.
“L’associazione ci ha ospitato, permettendoci di fare questo incontro che speriamo possa essere il primo di tanti – ha detto il segretario regionale Fimmg Niccolò Biancalani –. Da qui partiamo con il percorso legato alla sanità toscana”.

Da sinistra Michele Bocci, la sindaca Ilaria Bugetti, Niccolò Biancalani

Col fatto che a breve si terranno le elezioni, “mai come adesso ci siamo resi conto della necessità e dell’importanza di avere un gruppo di lavoro con tecnici, professionisti e politici che possano parlare ai cittadini”.
A entrare molto nel concreto nel corso del proprio intervento è stato il presidente della Federazione regionale Misericordie della Toscana Alberto Corsinovi, che, da subito, ha precisato di parlare a nome delle 313 Misericordie della Toscana presenti in 273 comuni, “ma credo di potermi esprimere anche per le 170 pubbliche assistenza e 70 Croce Rossa del nostro territorio regionale”, ha detto.
“Noi abbiamo fatto l’accordo con il presidente della regione Eugenio Giani per l’anno 2023, 24 e 25, siamo quindi alla scadenza triennale, nel frattempo cos’è successo? – chiede Corsinovi – È successo che abbiamo avuto il Codice del Terzo settore, il quale prevederebbe per esempio la possibilità di co-programmare e co-progettare. Ma con chi? In questo momento mi verrebbe da dire che sarebbe più opportuno andare a ‘Chi l’ha visto’”, ha ironizzato amaramente il presidente, data la mancanza di interlocutori.
Riguardo al tradizionale lavoro delle ambulanze e il servizio di emergenza, secondo Corsinovi a mancare è un po’ di coraggio: rispetto al sistema del 116117 (Numero unico europeo per l’accesso alle cure mediche non urgenti e ad altri servizi sanitari territoriali a bassa intensità/priorità di cura ndr.), ha posto il tema “se siamo sicuri che ancora oggi questo risponda alle effettive esigenze della popolazione”, domandandosi come mai non si sia avuto il coraggio di innovarlo un pochino di più. La risposta, ha detto, è che “ci sono resistenze di tutti i tipi. Ci manca un interlocutore: dov’è la politica?”.
Corsinovi ha anche toccato il tema caldo delle aggressioni fisiche al personale sanitario, fornendo un dato drammatico: “Si parla sempre di aggressioni ai medici ed infermieri, ebbene noi, nel mese di gennaio (parlo per Croce Rossa, Pubblica assistenza e Misericordia), ne abbiamo registrate 27 al nostro personale”. Anche rispetto a questo grande problema, ha affermato il presidente, occorrono interlocutori.
Nel corso della serata sono intervenuti il segretario regionale Fimmg (sindacato medici medicina generale) Niccolò Biancalani, il già direttore dello staff della direzione sanitaria ASL Toscana Centro Roberto Biagini, il coordinatore gestori RSA private toscane Maurizio De Scalzi, il presidente Federfarma Toscana Andrea Giacomelli, il segretario Fp CGIL Toscana Alessandro Giorgetti, il responsabile del Coordinamento centri di riabilitazione – Residenze sanitarie per disabili Mauro Torselli, il consigliere regionale Marco Niccolai.
A coordinare il giornalista de La Repubblica Michele Bocci.

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