mercoledì, Settembre 9, 2026

Tina Montinaro incontra i bambini delle classi Quinte a Casalguidi

di Caterina Benini

CASALGUIDI – E’ stata accolta da un fragoroso applauso Tina Montinaro, quando ha fatto il suo ingresso nell’aula Magna della scuola primaria a Casalguidi. Ad accoglierla tutte le classi quinte dell’Istituto, nell’ambito del “Progetto Libriamoci”, fiore all’occhiello del comprensivo Fermi.

I giovani lettori si sono cimentati con il libro scritto dalla moglie di Antonio Montinaro, agente della scorta di Giovanni Falcone ucciso nella strage di Capaci. “Non ci avete fatto niente” racconta la storia di un giovane poliziotto che sceglie di sostenere il lavoro prezioso di un magistrato coraggioso.

Tina Mortinaro con il Dirigente dell’Istituto

I bambini si sono appassionati alla storia ed hanno così avuto l’occasione di riflettere su temi importanti e attuali come la legalità e la necessità di non dimenticare. “Non c’è niente di più interessante che leggere un libro ed avere l’opportunità di incontrare chi lo ha scritto – ha dichiarato Alberto Ciampi, dirigente scolastico, agli oltre cento bambini seduti in aula -. Tina ha un vissuto doloroso, la ringraziamo perché condividere aspetti della propria vita non è facile”.

Tina torna alla primaria Alpi per la seconda volta. Già qualche anno fa aveva incontrato alcune classi parlando del progetto legalità, ma non aveva ancora scritto il libro. Fin dalle sue prime parole ha catturato l’attenzione di tutti. I bambini hanno ascoltato il suo racconto coinvolti e appassionati in attesa di poterle fare tantissime domande. “Ho voluto scrivere questa storia per farvi capire che gli agenti erano persone normali, con la loro vita, le loro famiglie che hanno fatto una scelta – ha detto Tina -. Non ho mai chiesto ad Antonio di non scortare il dottor Falcone pensando alla nostra famiglia, prosegue l’autrice, ho sempre compreso l’importanza di quello che faceva”.

Nel suo lungo racconto Tina ha fatto presente che dopo il 23 maggio del 1992 niente è stato come prima. “E’ stato un momento di grande cambiamento, chi prima si girava dall’altra parte ha cominciato ad indignarsi e a scendere in piazza”.

Dopo la strage di Capaci Tina è rimasta sola con un bambino, Gaetano di quattro anni e mezzo e Giovanni di quindici mesi ma non ha abbandonato Palermo dimostrando alla mafia che non le avevano fatto niente come ricorda il titolo del libro.

I ragazzi incontrano Tina Mortinaro

Sono state moltissime le domande che i ragazzi le hanno rivolto curiosi di conoscere la storia di Antonio, dei suoi bambini rimasti orfani piccolissimi, delle iniziative della sua associazione che porta il nome della ‘Quarto Savona Quindici’, l’auto distrutta nell’attentato.

Alla fine dell’incontro i ragazzi le hanno consegnato alcuni lavori: disegni, riflessioni, un lap book… attraverso i quali hanno approfondito i temi del libro.

“Lei è in pericolo?”, ha chiesto un bambino. Tina con voce ferma ha risposto di no, sa di dare fastidio alla mafia perché incontrando tanti giovani contribuisce a sconfiggere l’omertà, ma non si sente in una condizione di pericolo. “Sapete quando mi emoziono? Quando vado nelle scuole di polizia e incontro giovani poliziotti che mi dicono di aver fatto quella scelta dopo un incontro con me”, racconta ancora Tina non nascondendo un po’ di emozione.

“Ognuno di voi – ha detto il Dirigente Ciampi – senza esclusione di nessuno, nella vita si troverà a dover scegliere tra fare una cosa giusta o sbagliata, ecco perché dovete fare tesoro di esperienze come questa”. La mattinata si è conclusa con una montagna di libri da autografare, perché i bambini non hanno voluto perdere l’occasione di avere la firma dell’autrice sul libro che tanto li ha appassionati.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia