mercoledì, Settembre 9, 2026

La pittura di Cappellini, Landini e non solo in mostra al circolo di Bonelle

PISTOIA – L’ottimo successo che sta riscuotendo la mostra “Cappellini / Landini & dintorni” al circolo Arci di Bonelle, a cura di Paolo Gestri, ha suggerito il prolungamento della stessa a domenica, 23 febbraio; è però cambiato l’orario di apertura, concentrato ora dal venerdì alla domenica, dalle 17 alle 19,30.

Alcune immagini della mostra allestita nei locali del circolo Arci di Bonelle curata da Paolo Gestri (fotografie per gentile concessione di Margherita Paccavia)

L’esposizione ha, soprattutto, riportato in auge l’opera storica di Lando Landini, uno dei tre pittori, con Umberto Buscioni e Paolo Tesi, che hanno fatto chiamare Bonelle “Il Paese dei pittori”.

Qui Lando è vissuto e da qui ha ha rinnovato la pittura a Pistoia, nei primi anni Cinquanta del secolo scorso, informando gli amici artisti locali sulle modernità di Parigi, sua dimora di allora, modernità che si chiamavano, anche, Pierre Bonnard e Nicolas De Stael. In particolare, un “Nudo di donna” e un “Vaso di pianta grassa alla finestra” testimoniano la contemporaneità tra il Nostro e i due big conosciuti, artisticamente, nella capitale francese.

Resta inteso che Landini aveva già imparato la lezione di Cappellini, innovatore, negli anni Trenta e Quaranta, del paesaggio pistoiese rivestito del più felice dinamismo e che, proprio in virtù di siffatta “conquista”, vide in lui il suo primo maestro. Si veda in proposito un “Paesaggio con capanne”.

Appreso il mestiere ed aggiungendo del suo, il giovane Lando dette vita ad egregi Paesaggi, Nature morte e figure, oltre a bellissimi Autoritratti, uno sulla sedia, un altro in piedi, che sono in mostra.

Notevoli anche “Le foglie”, “Il cappotto”, “Paesaggio in verde”, “La madre”, “lo scoglio”, “Ragazzo col pallone”, dipinti agganciati alla cultura novecentesca, in particolare, quella firmata Derain, Matisse, Morandi. E, del medesimo periodo, molto belli sono pure i disegni: paesaggi, nature morte e Ritratti, questi ultimi partecipanti all’esposizione, come omaggio alla gente di Bonelle

Alfierio Cappellini è l’altro protagonista della rassegna, non solo quello anni Trenta e Quaranta, ma pure quello degli anni Sessanta, allorquando si fece contemporaneo di Rauschenberg, neodadaista che, sulla scia dell’action painting, elevò al rango di pura le stesse colature del colore, come appaiono anche nel nostro artista pistoiese. E’ questa la maggiore novità della mostra, come si vede in un “Paesaggio sul lago”.

Cappellini disegnava col pennello, ossia, dipingeva direttamente sulla tela ed ecco un “Volto di donna”, “Fiori” ed una “Natura morta”, assolutamente immediati e vivi. Lo accompagnano in mostra, Umberto Mariotti con un solenne “Paesaggio ai piedi dell’Appennino” , ed una deliziosa “Natura morta”, Salvatore Magazzini con una splendida “Venezia”, Pietro Bugiani, Franco Sacchetti, Mercedes De Napoli, Franco De Renzis, Urbano Pacini, Giano Antonelli.

Ai pistoiesi fanno corona i fiorentini Enzo Faraoni, Silvio Loffredo, Renzo Grazzini, amici e grandi estimatori di Landini.

Da vedere ancora una serie di immagini di Ernesto Treccani e tutta una serie dei “Dintorni”, artisti di pregio, seguaci ed emuli di Cappellini e Landini i due innovatori della pittura a Pistoia. Un attento catalogo, a firma del curatore, mette tutto per scritto ed immagini.

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