mercoledì, Settembre 9, 2026

Emozioni in salsa punk rock e una voce potente: Shilpa Ray in concerto a Firenze

FIRENZE – Al Circolo Arci “Il Progresso” di Firenze, in collaborazione con l’associazione culturale La Chute, è andato in scena l’atteso concerto di Shilpa Ray, una delle “regine” del rock statunitense, impegnata in Europa nel suo “Cat Lady Tour” che nel nostro Paese ha toccato Bolzano, Firenze e Parma in tre date consecutive.

Alcune immagini del concerto al circolo Arci “Il Progresso” di Firenze con Shilpa Ray e la sua band (fotografie di Simone Chelucci)

Un tour internazionale con il quale la cantautrice e polistrumentista di Brooklyn ha festeggiato i vent’anni di carriera, dagli esordi come frontwoman della band punk rock Beat The Devil fino ai successi e all’affermazione come cantante solista, con la pubblicazione di due album e l’interpretazione di un rock con venature indie e blues. Molto apprezzata per il suo timbro vocale, lo stile di canto di Shilpa Ray è stato avvicinato a quello di due grandissime figure femminili come Ella Fitzgerald e Patti Smith, che la stessa artista ha dichiarato essere suoi modelli e fonti di ispirazione.

Statunitense di origini indiane, Shilpa Ray muove i primi passi nella scena punk rock newyorkese fondando nel 2005 i Beat The Devil, di cui diventa la leader rivendicando in più occasioni il suo ruolo di artista donna e battendosi per far emergere e favorire la visibilità delle musiciste e artiste presenti in America in quegli anni, troppo spesso ignorate dalle case discografiche e dal mondo musicale.

L’esperienza con i Beat The Devil dura poco meno di due anni e il gruppo si scioglie dopo la pubblicazione del suo primo e unico album; in seguito la cantautrice fonda un’altra band, gli Shilpa Ray and Her Happy Hookers, accentuando le sonorità indie e ottenendo un buon successo negli States. Nel 2011 Shilpa dà il via alla propria carriera da solista e in parallelo avvia un’importante collaborazione artistica con Nick Cave e la sua band, partecipando a tour in Nord America e in Europa come artista ospite o cantante di supporto, e incidendo con lo stesso Cave e Warren Ellis una nuova e fortunata cover di “Pirate Jenny”, su testo originale di Bertold Brecht.

Nell’ultimo decennio la cantautrice si è affermata come una delle voci femminili più interessanti e coinvolgenti del panorama rock statunitense, e pur rimanendo un’artista “di nicchia” è riuscita a ritagliarsi uno spazio significativo, ottenendo successi e riconoscimenti anche oltreoceano.

Il concerto fiorentino, che ha fatto registrare il tutto esaurito attirando numerosi fan da fuori regione, ha confermato l’abilità canora di Shilpa, capace di affascinare e trascinare il pubblico con la sua voce calda dal timbro esotico che riecheggia un po’ le atmosfere del Sudamerica e della lontana India. Notevole anche la sua padronanza del palco, condiviso con i tre ragazzi della band, ma è stata tutta la sala del circolo che durante il concerto è stata invasa da vibrazioni intense e potenti.

Uno show tra storie di perdizione, amore, morte, tradimenti e rinascita, temi spesso presenti nei suoi testi, e di contaminazioni musicali tra sonorità rock, indie, blues e un punk metropolitano di grande seduzione, con il tocco ibrido e inconsueto dell’harmonium indiano che l’artista utilizza sempre nel corso dei propri concerti.

Da “Portrait of a Cat lady” a “Heteronormative Horseshit Blues”, da “Nocturnal Emissions” a “Morning Terrors Nights of Dread”, è stato un viaggio intimo e coinvolgente nella musica e nel mondo di Shilpa Ray, per un concerto emozionante che ha confermato ancora una volta l’ottimo lavoro svolto dal circolo e dall’associazione La Chute nel proporre appuntamenti musicali di alta qualità con artisti internazionali.

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