VIAREGGIO – L’uomo nell’era digitale tra potenzialità e rischi, la speranza di un mondo senza più guerre sanguinose, l’ironia verso i volti noti della tv e dell’universo dei social, la graffiante satira contro i leader politici nazionali e internazionali.
Sono solo alcuni dei temi che hanno caratterizzato i carri allegorici e i cortei mascherati in occasione della 152ma edizione del Carnevale viareggino, che anche quest’anno ha registrato un grande successo di pubblico, con il lungomare letteralmente invaso da una folla colorata e travestita con le maschere più originali e disparate.
Complici la bella giornata di sole e le temperature primaverili, la scorsa domenica migliaia di persone di tutte le età, comprese tante famiglie con bambini, hanno affollato il “circuito” lungo viale Carducci, tra le piazze Mazzini e Maria Luisa, attendendo fin dalla tarda mattinata il passaggio dei carri.

Autentici capolavori d’arte, che “nascono” nella Cittadella del Carnevale su ispirazione di artisti locali, i carri rappresentano senza dubbio l’elemento più iconico e appariscente dei corsi mascherati sul lungomare, suscitando la meraviglia di grandi e piccoli, che al loro passaggio si accalcano lungo la strada per “strappare” una foto. Sui carri è un trionfo di balli, danze, musiche, coreografie su pedane all’ombra dei mezzi meccanici che “muovono” le gigantesche figure allegoriche.
Tra satira sociale, politica e di costume, richiami ai temi più scottanti dell’attualità e la celebrazione del carnevale come momento di festa da condividere, la sfilata si è fin da subito trasformata in un tripudio di colori sgargianti e variopinti, grazie alle moltissime maschere indossate sia dai figuranti del carnevale, sia dal pubblico accalcato sui marciapiedi.
Un pomeriggio di gioia e di allegria contagiose, con tantissimi giovani e giovanissimi, ma anche un’occasione per riflettere su alcuni interrogativi che riguardano il mondo attuale e che si faranno sempre più pressanti nei prossimi anni. Come si evolverà l’uomo nell’immediato futuro? Quali conseguenze potrà avere il continuo sviluppo delle tecnologie digitali e la sempre più pervasiva dipendenza dai social? Quali pericoli sono nascosti nel “ritorno di moda” di ideologie autoritarie e illiberali? Cosa stiamo facendo per migliorare il nostro rapporto con la natura e il mondo che ci circonda?

Domande a cui i carri allegorici del carnevale viareggino tentano di rispondere nel segno della satira e di un’ironia graffiante, a partire da uno dei primi carri ad aprire il corteo: sullo sfondo di una cattedrale gotica, vestita di tutto punto con un’armatura da guerriera in puro stile Giovanna D’Arco, viene “celebrata” la “condottiera” italiana dei talent show, quella Maria De Filippi affermatasi nel corso degli anni come la regina indiscussa della televisione italiana. Alcuni suoi programmi, divenuti iconici, hanno avuto una certa influenza sul costume e sulla società contemporanei, “fabbricando” nuovi talenti o producendo miti da inseguire, con tutte le conseguenze positive e negative del caso. Il volto di una sorridente e fiera Maria troneggia al centro del carro, mentre tutt’intorno, sui corpi dei gargoyles, si trovano le facce dei suoi storici collaboratori, da Rudy Zerbi a Tina Cipollari, da Rosita Celentano al compianto Maurizio Costanzo che dall’alto veglia con le sue alette d’angelo.
La nostra è una società troppo spesso dominata dal culto di se stessi e dalla volontà di apparire ad ogni costo: e ce lo rivela bene il carro successivo, dove un’affascinante modella, tra un selfie e l’altro, ogni poco muta vestito e taglio e colore di capelli, grazie alle abili e rapide “manovre” dei figuranti. “Ci cambiano capelli, denti e seni a noi, che siamo solo di passaggio”: così cantava il maestro Battiato in tempi non sospetti, ma già intuendo la deriva di una società schizofrenica in cui non si è mai soddisfatti e in cui si cambia tutto per apparire sempre nuovi e diversi e postare tutto sui social, alla ricerca di “cuoricini” e “like”.
C’è poi un inquietante androide, quasi un mostro di Frankenstein del terzo millennio, preceduto da una schiera di uomini-robot. C’è la “papessa”, richiamo a una figura femminile dalla storicità molto dibattuta ma soprattutto denuncia provocatoria contro un maschilismo ancora molto radicato nelle gerarchie ecclesiastiche, per una donna che rivendica la propria libertà e il proprio ruolo di partecipazione nella vita politica e sociale, così come in quella religiosa.
C’è il carro dei cinque anziani musicisti, tributo alla voglia di vivere e divertirsi che non ha età e alla secolare storia dei musicisti di strada con la riproduzione di antiche foto in bianco e nero; c’è l’omaggio al cinema di Francesco Nuti, attore e registi fra i più amati dal pubblico, che svetta al centro del carro, intento a manovrare una cinepresa, mentre intorno a lui si muovono alcuni dei personaggi che hanno animato i suoi film.

E poi, immancabile, la satira politica: “bersaglio” principale la premier Giorgia Meloni, colta in un’espressione di inquietudine e di smarrimento perchè “combattuta” tra i principi fondamentali della Costituzione italiana che si erge alle sue spalle e gli “scheletri” del passato fascista che la tentano ai lati. Dietro, un Berlusconi “angelicato” sorride quasi divertito, mentre le pareti del carro sono tappezzate con riproduzioni di manifesti pubblicitari e propagandistici del Ventennio, che ripetono le “parole d’ordine” disciplina, patria e famiglia.
Ma c’è spazio anche per la critica ai “grandi del mondo” che per interessi politici, economici e militari fomentano guerre e conflitti, per un bellissimo richiamo alla magia di quel “mondo delle fiabe” che la rivoluzione digitale rischia di far tramontare, per il tributo ai nonni e alla loro esperienza, la loro saggezza, il loro affetto e la loro cura verso le nuove generazioni, con un richiamo alla canzone “Sogna, ragazzo, sogna” di Roberto Vecchioni.
E ancora tanti altri carri e “mascherate”, caratterizzati dall’estro e della creatività degli artisti del Carnevale e conditi dal sarcasmo e dal gusto dello scherzo tipici di una festa che proprio oggi, nella giornata del martedì grasso, si conclude con la tradizionale sfilata di chiusura, la proclamazione dei carri vincitori nelle varie categorie e lo spettacolo pirotecnico.





