MILANO – Un percorso attraverso il sogno e il trionfo della modernità nelle arti decorative, portatrici di un nuovo stile capace di influenzare profondamente l’arte italiana ed europea nel corso degli anni Venti e non solo.
Apre al pubblico al Palazzo Reale di Milano la mostra “Art Déco, il trionfo della modernità” nell’anno del centenario di quella Esposizione Internazionale delle arti decorative di Parigi che nel 1925 non solo sancì l’affermazione di un nuovo gusto estetico, ma in particolare decretò il successo internazionale delle arti decorative italiane.
La mostra, curata da Valerio Terraroli, grazie a importanti prestiti provenienti da istituzioni pubbliche e collezioni private in Italia e all’estero, ha l’obiettivo di approfondire la genesi, lo sviluppo e la rapida fine dell’Art Déco.
Se infatti in Francia e in Italia questo fenomeno stilistico avrà vita breve e durerà effettivamente solo un decennio, la sua eredità artistica sopravviverà e avrà modo di riverberarsi in Europa e nel resto del mondo ancora per tutto il corso degli anni Trenta.
L’esposizione di Palazzo Reale non solo propone una specifica attenzione alle preziose manifatture che definirono la cifra stilistica della “modernità” degli anni Venti, ma vuole anche aprire una finestra più ampia su quel periodo storico assolutamente affascinante, evocando sullo sfondo tratti della società europea: i luoghi e i modi di vivere, la moda, l’architettura, il progresso tecnologico e il proto-design, senza dimenticare le incertezze e le continue tensioni economiche e sociali che caratterizzarono questo fragile decennio dopo la fine del primo conflitto mondiale.

È un periodo “di passaggio”, artisticamente diviso tra il progressivo esaurirsi dell’onda lunga di rinnovamento dirompente e di rottura radicale con la tradizione, operati dalle Avanguardie di inizio secolo, e i primi fenomeni di “ritorno all’ordine” in chiave razionalista, classicista o naturalista, come avviene anche in Italia con la codificazione dei nuovi ideali e miti dell’arte fascista.
L’Art Déco si inserisce in questa temperie mutevole e segnata da grandi trasformazioni, in cui emerge un rinnovato interesse verso la raffinatezza delle arti decorative e dell’artigianato artistico, fenomeni ai quali l’Expo parigina del 1925 diede modo di essere conosciuti e di diffondersi in larga parte del continente europeo.
Architettura, design, ebanisteria, abiti e accessori di moda, arredi, arti visive, decorazioni: sono innumerevoli i settori investiti da questo nuovo stile che presenta anche una certa difficoltà nella sua definizione, a causa della spiccata ecletticità, della pluralità di modelli e fonti d’ispirazione e della varietà e molteplicità degli ambiti di applicazione.
La mostra presenta al pubblico circa 250 opere: dai vetri alle maioliche, dalle opere d’arte come dipinti, sculture decorative, disegni preparatori, tessuti fino ad arredi, abiti haute couture, accessori, alta oreficeria, ma anche vetrate e mosaici che rimandano agli arredi di hotel, stazioni e mezzi di trasporto di lusso, come aerei e transatlantici.
Anche l’allestimento arricchito da frame cinematografici, riproduzioni di manifesti e riviste, fotografie storiche e installazioni multimediali restituisce il clima e le atmosfere di un’epoca irripetibile e affascinante, quella dell’Europa degli anni Venti del Novecento, un mondo sospeso tra due guerre devastanti, ricco di novità creative e culto del lusso.
L’esposizione a Palazzo Reale resterà aperta al pubblico fino al prossimo 29 giugno.









