di Simone Tofani
MONTECATINI TERME – Amedeo Minghi torna a Montecatini Terme, presso il Nuovo Teatro Verdi, con il tour ‘Anima sbiadita’, esplorando la società moderna e i suoi successi immortali del cantautore.
Un 8 marzo differente, la mimosa offerta alle donne mentre entrano nel Nuovo Teatro Verdi è segno distintivo dell’importanza della giornata odierna e riempie la platea di colore e profumi.

Si spengono le luci e il pubblico presente viene accompagnato dalle note provenienti da dietro il sipario ancora chiuso in un viaggio dentro Anima sbiadita. Si parte con “Tu non giochi più” e la sua intro affidata all’orchestra in un palco illuminato di blu, passando poi a “Non c’è vento stasera”.
Il cantautore romano introduce i brani con aneddoti, guidando il pubblico nel suo flusso creativo e soffermandosi talvolta su cosa ha scaturito la creazione di questi pensieri messi poi in musica, stringendo un legame molto forte con il pubblico stesso.
Il concerto è stato diviso in due simboliche parti, la prima di queste dedicata al nuovo disco, mentre la seconda fa ripercorrere la lunga carriera del cantautore.

Non mancano quindi i successi ormai immortali come ‘1950’ e ‘Vattene amore’, ma il messaggio centrale del concerto, come quello del disco stesso è far riflettere sulla solitudine, sul tempo che trascorre, sui ricordi di cose vissute o mancate. Minghi compie un’analisi della società moderna in forma di musica, sapientemente dosata nei ritmi e nelle sonorità.
Il concerto scorre e con “L’importante è lei” si parla di una tematica difficile come quella della guerra. Di come, nonostante la generazione coetanea del cantautore romano, avesse fortemente lottato contro questa inumana azione, essa invece di ridursi non ha fatto altro che aumentare.
“Dimenticarsi mai” che affronta il ricordo e il suo riaffiorare anche quando ormai pensavamo di averlo dimenticato, lui è sempre lì chiuso in un cassetto della nostra memoria e torna molte volte carico di dolore.

Scorrono in brani ed è il momento in cui Minghi ci porta indietro nel tempo con la seconda parte del concerto.
Come a inizio concerto dal sipario chiuso la musica inizia a riempire tutto l’ambiente è bastano poche note per capire che questo percorso nella vita artistica del cantautore romano parte dal 1986 con “L’immenso” magistralmente accompagnato dall’orchestra. Un salto in avanti di dieci anni con “Cantare è d’amore” per poi proseguire con “Navi o marinai”. Ogni esibizione dal palco viene ormai accompagnata da cori ed applausi, il medley di “1950” “La vita mia” e “Vattene amore” è cantato quasi completamente dal pubblico e ci porta alla conclusione di questo emozionante concerto con “A.Mi” e “Anima Sbiadita”.

Un concerto fatto sia per omaggiare la lunga carriera artistica di Amedeo Minghi, ma anche e soprattutto per sensibilizzare l’ascoltatore su tematiche come la vita, il tempo e l’amore. Il cantautore infatti con un profondo e sincero realismo di testi intrecciati a musica riesce a far soffermare il pensiero del pubblico anche sui piccoli dettagli ampliandone così la consapevolezza sui temi della vita di tutti i giorni, fatta anche di occasioni perse e destini inevitabili, per ricordargli quanto sia essenziale vivere ogni momento a pieno.










