LARCIANO – A Larciano, nella casa-studio-galleria CVM VENIO si è svolta l’inaugurazione di una collettiva di opere di tre artisti: Filippo Basetti, Filippo Biagioli e Andrea Mattiello.
I tre sono accomunati da un amicizia pluriennale e dall’aver compiuto cinquant’anni proprio quest’anno. La mostra ripercorre le tappe salienti del loro lavoro posti di fronte ad un interrogativo comune: che ci faccio io qui? Un’occasione di riflessione quindi sul proprio percorso come artisti e come uomini.

Filippo Basetti con le sue sperimentazioni che vanno dalla fotografia allo studio di sviluppo urbano in alcuni casi utopico e fantastico.
Filippo Biagioli ci porta a riflettere sull’arte del mondo tribale e rituale, con le sue maschere, libri ed oggetti. Per l’occasione sono state esposte tre sue opere conservate: una presso il Gabinetto Disegni e stampe degli Uffizi di Firenze, una presso la biblioteca del museo Guggenheim di Venezia e d una alla biblioteca della Tate Gallery di Londra.
Andrea Mattiello infine espone opere prevalentemente giovanili, fili, pezzi carta, segni grafici.
Nell’occasione un gruppo di studentesse, Sara Bessi, Gemma La Greca, Katiuscia Sainati, Elisa Vitelli e Sally Giannetti del Liceo Lorenzini di Pescia, coordinate dalla professoressa Elisabetta Maccioni, ha esposto una piccola mostra collaterale dei loro lavori, risultato di laboratori svoltisi nell’ultimo mese con i tre artisti.
La mostra non poteva che chiamarsi “che ci facciamo noi qui?”, dal momento che alcune delle opere nascono da una profonda riflessione artistica sulle parole “vivacità, assenza, dedizione e presenza”.
La professoressa Maccioni ha affermato che “il percorso si è rivelato al di sopra di ogni aspettativa, è stata una scoperta in molti sensi in particolare di come si fa arte contemporanea”. Alle ragazze è stato consegnato un attestato di partecipazione.
All’inaugurazione era presente Sara Sostegni assessore alla cultura del Comune di Larciano che ricorda come da tempo il Comune collabora con la galleria CVM VENIO da poter definire “un affetto reciproco”.
“La condivisione di progetti – continua – favorisce un arricchimento culturale e si compiace, nel vedere l’alto numero di partecipanti all’inaugurazione, sì da ricevere conferma che le buone idee ripagano sempre e un alto interesse per la cultura e per l’arte”. La mostra è stata curata da Sofia e Alberto Ancillotti, che si sono occupati anche dei testi e della parte grafica.









