FIRENZE – Dalla coltivazione biologica della melagrana un amaro dal sapore insolito, ottimo da bere “liscio” o in cocktail e aperitivi un po’ fuori dall’ordinario, per assaporare l’aroma dolce e dissetante di questo frutto.
Continua “Sapori al Taste”, rubrica “a puntate” di Report Pistoia per raccontare le aziende del settore enogastronomico, presenti nei territori delle province di Firenze, Prato e Pistoia, che hanno presentato i loro prodotti di alta qualità al Pitti Taste di Firenze. Una fiera di respiro internazionale, giunta alla sua diciottesima edizione, che negli spazi della Fortezza da Basso ha ospitato quest’anno oltre quattrocento espositori, un nuovo record per la manifestazione.
Un viaggio nelle eccellenze e nelle diversità del gusto, fra sapori tradizionali e produzioni locali, con protagoniste aziende attentamente selezionate per la loro storia, il carattere artigianale, la filiera corta, la qualità delle materie prime, la sostenibilità ambientale. Rivolto in primo luogo ai professionisti del settore, Pitti Taste nel corso degli anni si è aperto sempre di più a un pubblico variegato e ha visto crescere la propria affluenza, diventando una delle più rilevanti “vetrine” nazionali per la conoscenza delle eccellenze enogastronomiche “made in Italy” e per la diffusione di una nuova cultura del cibo basata su qualità e artigianalità.
Durante la nostra visita al Taste ci siamo fermati a parlare con Guglielmo Sguerzo della Fattoria Barbarossa, azienda agricola delle colline pratesi non lontano da Figline, che ha dato vita a un amaro particolare e dall’insolito gusto alla melagrana.

Com’è nata l’idea dell’Amaro Barbarossa?
La nostra azienda agricola produce melagrane biologiche e la nostra idea era quella di esaltare il sapore di questo frutto.
Il risultato è un amaro composto da estratto puro di melagrana e spremuta di melagrana messa in infusione con tarassaco, genziana, arancia amara e finocchietto selvatico, per affinare il proprio aroma con il bouquet di erbe. Non è un amaro dal sapore molto prorompente, a differenza di altri, perché abbiamo voluto prima di tutto valorizzare la nostra materia prima.
Per il processo produttivo al momento ci affidiamo alla distilleria Nunquam di Prato.
È comunque un amaro molto versatile.
Certamente, è ottimo bevuto liscio o con ghiaccio oppure, per la sua dolcezza con una lieve nota acidula data dalle erbe, va benissimo come ingrediente nel bartender per la preparazione di cocktail da aperitivo come gin tonic, americano e spritz. Oppure nel Negroni al posto del Campari, una scelta a prima vista “azzardata” ma che ha riscontrato apprezzamenti e un buon successo. La gradazione alcolica è intorno ai 24 gradi, che lo rende ideale per simili preparazioni.

A che tipo di clientela e di mercato vi rivolgete?
In considerazione di una produzione piuttosto limitata, anche nel numero delle bottiglie che possiamo mettere in commercio, ci rivolgiamo a una clientela medio-alta e di nicchia, composta sia da privati che ne fanno un uso domestico, sia da ristoranti o cocktail bar che hanno deciso di puntare sul nostro amaro.
Stiamo cominciando a fare rete con altre realtà del territorio, visto il nostro forte legame con la città di Prato e i suoi dintorni, ma in massima parte facciamo vendita diretta dell’Amaro Barbarossa attraverso la nostra azienda agricola e il suo sito online.

Che cosa significa per un’azienda come la vostra essere presenti al Pitti Taste?
Questo è il terzo anno consecutivo che partecipiamo, per una piccola azienda agricola come la nostra è un importante trampolino di lancio grazie all’affluenza di pubblico, di operatori del settore e di potenziali clienti che la manifestazione, numeri alla mano, registra in questi tre giorni.
È un’occasione preziosa in cui anche le realtà più di nicchia come la nostra possono farsi conoscere a livello nazionale e internazionale: l’anno scorso un nostro cliente dalla Corea è rimasto stregato dall’amaro e ne ha ordinata una cassa, è stata una bella soddisfazione.









