FIRENZE – La Fiorentina batte per 3-1 il Panathinaikos, ribalta la sconfitta dell’andata e si qualifica con merito ai quarti di finale di Conference League.
Al Franchi partita da “dentro o fuori” per i viola, che affrontano i greci del Panathinaikos nel ritorno degli ottavi di finale di Conference League con l’obiettivo di vincere con due reti di scarto e accedere al turno successivo dopo la rocambolesca sconfitta per 3-2 patita ad Atene la scorsa settimana. Sfida senza appello e crocevia fondamentale per la stagione della Fiorentina: mister Palladino schiera una formazione tanti titolari in campo dal primo minuto, con l’intento di mettere fin da subito pressione agli avversari, tra i quali militano alcune “vecchie conoscenze” del calcio italiano come Dragowski (ex portire viola dal 2016 al 2022) e Djuricic.

Inizio sotto una pioggia torrenziale, che non scoraggia l’acceso tifo da ambo le parti: da segnalare la presenza, nello “spicchio” del Franchi riservato agli ospiti, di un migliaio di tifosi greci assai “rumorosi” giunti a Firenze al seguito della squadra e che non hanno mai smesso di cantare e incitare i biancoverdi.
L’avvio vede i padroni di casa dominanti nel possesso palla a centrocampo, mentre i greci restano piuttosto attendisti e tentano di ripartire in contropiede: seguendo le indicazioni di Palladino, i viola cercano di ragionare e non si fanno prendere dalla frenesia, rendendosi pericolosi sulle fasce con Dodò e Gosens già molto brillanti e propositivi fin dai primi minuti. Al 12′ la Fiorentina coglie i frutti di questo atteggiamento positivo e sblocca il match: sugli sviluppi di un corner, la difesa del Pana allontana di testa, la palla arriva sui piedi di Mandragora che non ci pensa due volte e da fuori area colpisce al volo con il piatto sinistro, insaccando la sfera all’angolino dove Dragowski non può arrivare.
Eccellente conclusione dalla distanza del centrocampista viola, per la verità non nuovo a simili tentativi, e Fiorentina che dopo aver rimesso la doppia sfida in equilibrio continua ad attaccare, sfruttando il momento di smarrimento degli avversari. Al 17′ lo stesso Mandragora avrebbe la possibilità di siglare la doppietta personale, ma il suo tiro a giro su assist di Gudmundsson trova la pronta risposta di Dragowski che alza la palla in corner.
Il Panathinaikos non reagisce, la squadra viola preme sull’acceleratore e sente la possibilità di affondare, come avviene qualche minuto dopo. Al 24′ Ranieri recupera palla sulla trequarti avversaria, la sfera finisce sui piedi di Gudmundsson che avanza indisturbato, penetra in area dal lato corto e di sinistro riesce a infilare Drągowski sul suo palo per il meritato raddoppio viola.
Il Franchi esulta e canta, finalmente la squadra di Palladino riesce a esprimere un ottimo calcio mettendo alle corde gli avversari e andando vicina al tris prima con un tiro di Kean e poi con il calcio di punizione di Mandragora, entrambi bloccati da Dragowski. Al 34′ altro calcio di punizione dal limite, ben battuto da Cataldi, ma la palla non si abbassa a sufficienza e termina sopra la traversa dopo una leggera deviazione della barriera. Sul successivo corner, colpo di testa di Kean che manca il bersaglio di pochi centimetri; ci prova anche Gudmundsson con un’azione personale ma Dragowski non si fa sorprendere.
Per vedere i greci dalle parti di De Gea bisogna aspettare il 41′ con un sinistro a giro di Tetè che termina a lato, non lontano dall’incrocio dei pali. Al 45′ ghiotta occasione per Kean che scatta sul filo del fuorigioco, riceve palla, controlla e avanza fino a trovarsi a tu per tu con Dragowski: provvidenziale l’intervento del portiere del Pana, che devia il tiro di pochi centimetri fuori dallo specchio della porta.

Si chiude un primo tempo dominato dai viola, che con il 2-0 si assicurerebbero il passaggio del turno, ma nella ripresa sarà fondamentale tenere alta la concentrazione e non abbbassare la guardia, dal momento che partite europee di questo tipo sono sempre insidiose e nessun risultato è acquisito fino al fischio finale.
Il Panathinaikos esce infatti dagli spogliatoi con un atteggiamento ben diverso da quello molle della prima frazione, cercando con caparbietà di creare pericoli in area viola e trovare quel goal che prolungherebbe la sfida ai supplementari. Al 48′ ci prova Ounahi su punizione, ma la conclusione è alta sopra la porta di De Gea; al 58′ grande intervento difensivo di Comuzzo che chiude in scivolata su Ioannidis, sventando un pericolo per la porta viola.
Il match è equilibrato, i biancoverdi di Atene si mostrano più incisivi e determinati e si fanno vedere in avanti con una certa continuità, collezionando calci d’angolo. Proteste in più occasioni da parte del pubblico per la condotta dell’arbitro Beaton, reo di lasciar correre o non sanzionare con il giallo interventi ritenuti fallosi ai danni dei giocatori viola e in particolare di Kean, spesso “maltrattato” dai difensori greci.
Al 68′ sbandata difensiva della Fiorentina e grosso rischio corso con il tiro ravvicinato di Tetè, praticamente un rigore in movimento, che viene murato dall’intervento in scivolata di Comuzzo e Ranieri. Al 72′ su cross di Mladenovic è Gosens ad anticipare l’intervento a botta sicura di Vagiannidis e allontanare la palla in corner.
Ma nel momento forse più complicato per la Fiorentina nel corso di questa sfida arriva il colpo del bomber viola: al 75′ Gosens allunga per Kean al limite dell’area, l’attaccante viola aggira Ingason e davanti al portiere non sbaglia infilando Dragowski con un preciso rasoterra.
Ma è destino che i viola debbano soffrire fino alla fine: pochi minuti dopo il tris firmato Kean, un intervento in ritardo di Fagioli su Ounahi in area di rigore provaca il penalty che Ioannidis trasforma con qualche brivido. Il 3-1 rimette tutto in discussione negli ultimi minuti, il Panathinaikos si getta in avanti con tutti gli effettivi e la Fiorentina stringe i denti, cercando di riconquistare palla e lanciarsi in contropiede.
Tensione allo stato puro nel maxi recupero concesso dal direttore di gara, con un gioco spezzettato da continui falli, l’espulsione di Mladenovic e le ripartenze sprecate dai viola in superiorità numerica. Urlo di gioia e di liberazione del Franchi al triplice fischio di Beaton, che sancisce il passaggio del turno e l’approdo della Fiorentina ai quarti di finale di Conference, dove affronterà gli sloveni del Celje.
E il pensiero va già all’attesa sfida di domenica pomeriggio, quando al Franchi arriveranno gli acerrimi rivali della Juventus.

FIORENTINA (3-5-1-1): De Gea; Pongracic, Comuzzo, Ranieri (79′ Zaniolo); Dodò (90’+4 Moreno), Mandragora (79′ Adli), Cataldi (60′ Folorunsho), Fagioli, Gosens; Gudmundsson (60′ Beltran); Kean. A disposizione: Terracciano, Martinelli, Parisi, Richardson, Baroncelli, Caprini. All. Palladino.
PANATHINAIKOS (4-4-1-1): Dragowski; Vagiannidis, Arao (87′ Cerin), Ingason, Mladenovic; Ounahi, Siopis, Maksimovic, Djuricic (57′ Ioannidis); Tetè (87′ Pellistri); Swiderski (75′ Jeremejeff). A disposizione: Lodygin, Lilo, Max, Jedvaj, Mancini, Fikaj, Bregou, Ntampizas. All. Rui Vitoria.
ARBITRO: John Beaton (Scozia)
RETI: 12′ Mandragora, 24′ Gudmundsson, 75′ Kean, 81′ rigore Ioannidis
NOTE: ammoniti Mladenovic, Comuzzo, Swiderski, Pongracic, Kean, Vagiannidis, Zaniolo; al 90’+3 espulso Mladenovic per somma di ammonizioni; calci d’angolo 5-5; tiri in porta 9-2; recupero: 2′ e 7′.









