di Francesca Masci
Scelgo di raccontare la mia storia perché davanti alla notizia di un dirigente sospeso per aver nominato da MAD (Messa a disposizione) docenti iscritti in altra graduatoria, alcuni hanno commentato che ciò fosse giusto: chi sbaglia, paga. Vi do ragione, è così, ma analizziamo la situazione e riflettiamo bene sulla cosa, perché è difficile, per chi non è dentro a questo intricato sistema, capire come funzionano le cose e se il funzionamento sia giusto, oppure no. Non voglio esprimere un giudizio, ma voglio raccontarvi cosa vivo io da aspirante docente, per darvi la possibilità di sapere cosa state commentando.
Sono una professoressa, laureata in Lettere moderna ed in Filologia moderna, potrei, quindi, insegnare Italiano, Storia e Geografia alla secondaria di I grado (medie), e alla secondaria di II grado (superiori). Dopo la laurea ho lavorato due anni come collaboratrice scolastica, in attesa di poter essere chiamata dalle mie graduatorie. Ho aspettato un po’, poi, però, decisa a non rinunciare al mio sogno di insegnare senza averci provato, stanca di una graduatoria che non scorreva mai, della paura di non arrivare a fine mese e di supplenze brevi i cui compensi arrivano dopo mesi, ho deciso di riscrivermi all’università, per aprirmi un’altra strada. Così, tre anni fa, mi sono iscritta a Scienze della Formazione primaria. Ma, purtroppo, nonostante ciò, la mia precedente laurea e la mia iscrizione nelle graduatorie non mi permettevano di essere nominata da MAD. Tuttavia, ritenevo quella legge ingiusta, quindi, ho deciso di rimanere nelle graduatorie della secondaria. Incredula che le cose fossero così, però, in questi anni di MAD, ho chiamato tanti sindacati e segreterie scolastiche per cercare di capire come stessero le cose, le risposte sono state discordanti e poco esaustive, l’unica cosa certa era che avere un titolo in più rappresentasse un demerito, piuttosto che un merito. La legge non era chiara, né per me, né per i sindacati, né per le segreterie scolastiche, di conseguenza neanche per i dirigenti, sono felice se adesso il Tribunale ha trovato la soluzione ad una questione che per gran parte degli interessati è stata, per anni, un vero problema.
Ora sciogliamo la matassa: adesso che è stata emessa questa sospensione la situazione mi è chiara. Ad un professore veniva preclusa l’opportunità di lavorare a scuola come maestro se iscritto nella graduatoria della secondaria. Sappiate, però, che chi si iscrive in una graduatoria, sceglie di essere insegnante, sa il marasma che è la scuola, conosce le difficoltà per entrare di ruolo, ma la sceglie comunque. Secondo questa legge avremmo dovuto aspettare a casa, facendo lavori di fortuna, lontani dalla scuola, luogo che abbiamo scelto come nostro futuro, sperando che prima o poi qualcosa cambiasse.
Ǫuindi da studente, da docente e da cittadina affermo che la questione su cui concentrarsi non è se sia giusta questa sospensione oppure no, non spetta a noi deciderlo, ma evitiamo commenti vuoti e superflui, perché è facile puntare il dito contro un uomo che cammina per le nostre stesse strade, ma le parole andrebbero spese per garantire ai dirigenti e ai docenti di poter svolgere il proprio lavoro senza il timore di una ripercussione.










