di Elisabetta Branchetti
PISTOIA – Tarci, cantautore siciliano d’adozione toscana, incarna l’essenza di un artista che ha fatto della musica non solo una passione, ma un vero e proprio cammino di vita. Fin dalla tenera età, la sua quotidianità è stata intrisa di note e parole, in un crescendo di emozioni che lo ha portato, nel 2009, ad iniziare un viaggio creativo nel mondo della composizione. La sua penna, elegante ed emblematica, ha danzato attraverso generi diversi, toccando tematiche variegate ma sempre corroborate di significati profondi.

Tarci è una persona molto curiosa. Questo lo porta continuamente alla ricerca di cose e visioni nuove che gli servono per arricchirsi.
Quando è nata la passione per la musica?
La passione per la musica c’è sempre stata fin da piccolo. Ho sempre fantasticato cantando canzoni. Questa è una delle cose belle della musica. Ci sono delle canzoni che mentre le ascolti ti proiettano delle visioni uniche.
Quali sono i tuoi cantautori di riferimento?
I miei cantautori di riferimento sono tanti e appartengono anche, per certi versi, a generi diversi. Vedi Fabrizio de Andrè che oltre ad essere un cantautore è, e non uso il verbo al presente a caso, un esempio di come la musica possa smuovere le coscienze. Non sono da meno Guccini, Vecchioni, Dalla, Rino Gaetano, Giorgio Gaber, Francesco De Gregori. Cambiando stile sono un grande fan del mitico Vasco rossi e uno che mi piace molto è Fabrizio Moro.

Quando è nata l’esigenza di scrivere i tuoi brani?
Più che un’esigenza ho iniziato a voler esternare le mie emozioni, i miei punti di vista cercando di comunicare ciò che sento, che si tratti di temi complicati o romantici perché penso che fare percepire agli altri i propri stati d’animo sia una bella terapia di vita sia per chi si apre agli altri, e per chi ascolta.
L’ultimo tuo inedito si intitola Terra Piatta vuoi raccontarmi di cosa parla?
In breve dico che è una riflessione ironica sul contesto sociale attuale, la dove si tende a crearsi le proprie teorie in base a quante più informazioni si riescano ad assimilare, dimenticandoci che l’intelligenza non sta nell’immagazzinare informazioni ma nel saperle decifrare eliminando le nozioni false e mantenendo quelle corrette supervisionate comunque da un personale ragionamento critico. Questo non è semplice perché purtroppo oggi tutti si sentono tuttologi ma sappiamo benissimo che se alla base non ci sono delle conoscenze solide, tutto ciò non è altro che pura presunzione. Ecco forse oggi viviamo in una società sempre meno umile e sempre più presuntuosa, senza averne i moti. Così si crea una gran confusione generale dove tutto è teorizzato e giusto e nessuno riesce a fare un passo indietro forte della sua falsa verità. Tutti hanno la verità in tasca.
Tutti noi abbiamo dei sogni da realizzare se avessi l’opportunità di farlo adesso quale sarebbe il tuo?
Il mio sogno, quello vero, è quello di non cambiare mai, con i miei pregi e difetti e continuare a camminare mano nella mano con il mio animo bambino, perché a volte non ce ne rendiamo conto ma la vita per tutta una serie di vicissitudini può portare anche a dei cambiamenti drastici. Per il resto non sono molto sognatore, tendo ad essere abbastanza razionale.









