mercoledì, Settembre 9, 2026

Carenza di medici. Il Sindaco di Sambuca scrive al Ministro Schillaci: reintegriamo quelli in pensione

SAMBUCA PISTOIESE – Marco Breschi, Sindaco di Sambuca, scrive direttamente al Ministro al Responsabile della Sanità, dopo l’appello che aveva fatto nei giorni scorsi e che ReportPistoia aveva pibblicato

Sambuca Pistoiese

La lettera al Ministro Schillaci

Dare ai medici in pensione la possibilità di continuare ad esercitare anche dopo i 70 anni per affrontare la grave carenza di medici di base, soprattutto nelle zone più marginali. E’ la riflessione che Marco Breschi, sindaco di Sambuca Pistoiese, protagonista pochi giorni fa di un accorato appello, sottopone al ministro della salute, Orazio Schillaci, in una lettera inviata questa mattina.

Breschi sottolinea che le generali difficoltà nell’accesso alle cure “sono ancora più gravi nelle aree marginali e lontane dai presidi sanitari. Nel comune di Sambuca Pistoiese, ad esempio, il medico di medicina generale manca da oltre due anni e mezzo.

Per ovviare a questa emergenza – ricorda il sindaco – ho scritto una lettera aperta alla ricerca di un medico disponibile a venire a Sambuca Pistoiese. L’appello ha suscitato interesse, e abbiamo ricevuto la disponibilità di circa dieci professionisti, che ringrazio per la loro generosità. Tuttavia, esclusi coloro che si sono offerti per periodi brevissimi, tutti gli altri erano in pensione o prossimi al pensionamento”. Il fatto è che se il medico in pensione ha compiuto 70 anni non può essere reintegrato nel Servizio Sanitario Nazionale, pur potendo esercitare in strutture private convenzionate. “Si tratta di una contraddizione che priva il SSN di professionalità esperte e disponibili a offrire il proprio contributo in un momento di grave carenza”.

Marco Breschi

A fronte di questa esperienza giunge l’appello del sindaco al ministro: “Le chiedo di valutare l’opportunità di consentire, almeno in situazioni specifiche e per esigenze territoriali urgenti, il reintegro di medici in pensione disposti a operare nei comuni più svantaggiati. Pur non trattandosi di una soluzione definitiva, potrebbe rappresentare un primo passo per alleviare l’attuale crisi – scrive ancora Breschi -. Tale misura potrebbe essere calibrata prevedendo un numero limitato di assistiti, un regime fiscale agevolato e incentivi per chi decide di mettere a disposizione le proprie competenze per il bene della collettività”. Il sindaco è consapevole che la sua è una risposta ad un’emergenza, un passaggio in attesa di soluzioni strutturali di lungo periodo che sono “certamente necessarie, ma richiedono tempi lunghi di implementazione”.

Il primo cittadino di Sambuca Pistoiese giunge a questa conclusione dopo aver analizzato, dati alla mano, lo stato attuale delle cose. “Secondo le più recenti valutazioni della Fondazione Gimbe, in Italia mancano oltre 5.500 medici di medicina generale (MMG). L’ultimo Accordo Collettivo Nazionale ha pertanto innalzato a 1.500 il numero massimo di assistiti per ciascun medico, con possibilità di estensione fino a 1.800 in casi particolari (come avviene in Toscana). Se adottiamo il massimale di 1.500 assistiti per MMG, oltre 8 milioni di cittadini risulterebbero oggi privi di un medico di famiglia. In base ai dati attuali – sottolinea ancora il sindaco -, la popolazione di 9 delle 20 regioni italiane non avrebbe copertura medica”. E la situazione è destinata a peggiorare. “Negli ultimi cinque anni sono andati in pensione circa 14.000 medici, mentre ne sono entrati poco più di 10.000, con un saldo negativo di quasi 4.000 unità. La tendenza futura non appare migliore, poiché la grande maggioranza dei medici di famiglia ha oltre 25 anni di servizio, mentre i giovani medici rappresentano solo un terzo della categoria”. Una carenza aggravata dal rapido invecchiamento della popolazione italiana.

Insomma, un’emergenza vera e propria che va affrontata subito con misure ad hoc. Breschi prova ad indicarne una al ministro. Si attendono sviluppi.

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