MONTECATINI – Monica Marchioni racconta per la prima volta in un libro cosa significhi sopravvivere al tentato omicidio perpetrato dal figlio con un piatto di penne al salmone. Il prima e il dopo di quella terribile notte.
La donna sarà ospite della rassegna “Acqua in bocca ma non troppo ” sabato 12 aprile alle ore 16 nel salone Portoghesi dello stabilimento termale Tettuccio di Montecatini Terme per presentare il libro: “Era mio figlio e voleva uccidermi “.

Il volume ripercorre anche attraverso la mente, gli occhi e il cuore della sola testimone superstite, una delle storie di cronaca nera che ha più scosso l’opinione pubblica del nostro Paese.
La giornalista e criminologa Cristina Battista incontra Monica Marchioni, sopravvissuta a un feroce tentati omicidio da parte del figlio, all’epoca diciannovenne e ne ricostruisce la vicenda. Siamo in provincia di Bologna, quando il ragazzo tenta di avvelenare la madre e il patrigno, uccidendolo.
Una sera maledetta dove si sono interrotte due vite: per sempre quella di Loreno, ‘Lollo’, il marito di Monica, vero grande amore della sua vita. Con cui Monica aveva costruito una famiglia normale, armoniosa e attenta. Una famiglia come tante che includeva e amava anche l’omicida che ha dato vita a una spirale di orrore senza fine. Monica è sopravvissuta alla brutale aggressione, ma racconta come anche la sua vita si sia spenta quel giorno.
Leggere questa storia significa sperimentare sulla propria pelle, attimo dopo attimo, la violenza e la crudeltà di un figlio che ormai la madre non riconosce più. Quegli occhi adolescenti, che tentano in tutti i modi di ucciderla non sono quelli del suo ragazzo, sono algidi, vuoti e diabolici. Li rintraccia anche nell’aula del Tribunale dove ascolta la sentenza che determina il destino di quello che fino al 15 aprile 2021 era suo figlio.
“Un figlio non può compiere un gesto così aberrante – scrive Monica Marchioni – . Non provo rabbia, non provo odio per lui, nonostante il fatto che, oltre alla tragedia, ho dovuto anche mettere in piazza la mia vita privata per difendermi, come se fossi io l’assassina. Ma io sono la vittima, non ho più nulla se non i miei incubi, se non le foto di mio marito, il mio amore Lollo. ‘ Sono la mamma Chicco ‘ dicevo e urlavo, ma lui non si fermava. Ha cercato di avvelenarmi, di picchiarmi e di soffocarmi, non fermando il suo lucido piano neppure quando lo supplicavo di lasciarmi. Quale figlio non esita nemmeno un attimo davanti a queste parole? “
Sono trascorsi 4 anni da quel terribile giorno. “Oggi smetto di vergognarmi – chiosa Monica Marchioni – perchè oggi sono consapevole che si deve lottare insieme. So che le famiglie non devono essere lasciate sole e i problemi dei ragazzi non devono mai essere sottovalutati “.
La rassegna “Acqua in bocca ma non troppo ” è patrocinata dall’assessorato del Comune di Montecatini Terme e sostenuta da Esselunga. Presenta l’evento il direttore editoriale Simona Peselli. Ingresso libero per il pubblico.






