FIRENZE – Un sound votato all’elettronica contemporanea e una vita sospesa tra l’Italia e l’America.
E poi, decine di migliaia di ascolti mensili su Spotify, la partecipazione all’ultimo Primavera Sound e un nuovo album in arrivo. Produttore e polistrumentista, Mouth Water sbarcherà sabato 17 maggio al Viper Theatre di Firenze con un live a metà tra un concerto e un Dj set, come nel suo stile.

I biglietti (posto unico 14 euro compresi diritti di prevendita) sono disponibili online su https://dice.fm e sulla app Dice, scaricabile da Google Play e dall’app store di Apple.
Le produzioni di Mouth Water mescolano sonorità house e atmosfere synth pop anni ’80 in un linguaggio musicale raffinato e coinvolgente.
È il caso del magnetico singolo Blackout, definito da MusicTech come una delle sue tracce più ipnotiche.
L’uscita è stata accompagnata da quattro remix firmati dal produttore norvegese Lindstrøm, che hanno arricchito il brano di una dimensione cosmica e ipnotica.
Il nuovo album “Technology Fueled Dream Obsolescence” esplorerà gli effetti trasformativi – e spesso dannosi – della tecnologia sui sogni personali e sulle norme sociali. Il progetto riflette su come il progresso tecnologico abbia reso obsoleti i sogni tradizionali, modificando radicalmente l’identità individuale e il modo in cui interagiamo come società.
Tra i temi centrali: l’annullamento delle aspirazioni a favore della comodità tecnologica, l’impatto del consumismo sull’identità personale e il duplice ruolo della tecnologia nel plasmare le relazioni umane. L’album affronta questi argomenti attraverso una narrazione sia personale che osservativa, utilizzando testi e storie per elaborare – e talvolta contestare – l’influenza pervasiva del mondo digitale.
Non manca una riflessione più ampia sul nostro tempo: “Technology Fueled Dream Obsolescence” propone uno sguardo critico sulla sostenibilità della crescita personale e collettiva in un’epoca dominata dall’iperconnessione.
L’album abbraccia generi musicali diversi e include una versione rimasterizzata del singolo Blackout e il brano Groloupe, che integra un discorso dello scrittore e neurologo Oliver Sacks. Prodotto e arrangiato da Mouth Water, Mario Romano e Matteo Zarcone presso l’OSB Studio, e masterizzato da Oli Morgan agli Abbey Road Studios, l’album si presenta come un viaggio elettronico attraverso territori musicali ancora inesplorati.










