di Antonio Sessa*
PISTOIA – L’ ex Hotel Arcobaleno fin dalla prima metà del 1900 è stato protagonista delle sviluppo del Paese di San Mommè intercettando i flussi turistici derivati dall’istituzione della fermata del treno (1930) e rappresentando a tutti gli effetti il motore dell’economia locale. L’Hotel è riuscito a rimanere punto di riferimento turistico, ma anche sociale e culturale a livello nazionale e europeo fino al 2000/2015 circa, per poi cedere inesorabilmente sotto i colpi di nuovi trend che hanno premiato località e modelli diversi e a seguito di condizioni svantaggiose in relazione a fiscalità e burocrazia. Dal 1015 fino al 2020 ha proseguito l’attività come centro di accoglienza, dopodiché ha chiuso ed è stata messa all’asta più volte senza trovare un acquirente.
La situazione odierna è quella che vede una struttura, che avrebbe ancora grandissime potenzialità, degradare velocemente e trasformarsi in un “ecomostro” situato proprio all’ingresso del paese rappresentando un pericolo per la salute pubblica e rischiando di precludere qualsiasi proposito di rilancio futuro di questi luoghi.
Eppure l’ex Hotel potrebbe ancora rappresentare il fulcro per l’economia locale intercettando i nuovi trend turistici legati al turismo slow, al turismo sportivo (trekking, mtb ecc) e allo scoutismo in un territorio che offre un ampia sentieristica e la presenza della storica Ferrovia Porrettana.
Purtroppo, ormai in ogni paese della montagna è presente una grande struttura fatiscente, che ha la sua storia e le sue caratteristiche peculiari, ma il cui degrado è causato quasi sempre da due fattori comuni a quasi tutte le situazioni, ovvero le lungaggini della burocrazia e la differenza tra il valore economico stimato a livello contabile e quello legato all’economia reale del posto.
Recentemente sia la Pro Loco che Legambiente hanno segnalato l’aggravamento delle condizioni di pericolo determinate sia dalla facilità di ingresso per l’edificio è meta di vandali che periodicamente si introducono per rompere arredi e vetrate, ma soprattutto perché nelle giornate ventose detriti di varie forme e dimensioni si staccano dalla porzione di tetto (circa 500mq) coperta con lastre ondulate di Eternit cemento/amianto che presentano evidenti segni di distaccamento e usura.
A gennaio 2025 seguito di queste segnalazioni sono stati eseguiti sopralluoghi, posizionamenti di transenne e un intervento di bonifica dei detriti in strada, ma da allora non sono stati effettuati altri interventi.
Chiediamo pertanto che vengano effettuati:
- Sopralluoghi e perizie per valutare l’effettiva entità del pericolo.
- – Chiusura di tutti gli accessi e alla rimozione degli elementi che possono essere soggetti a essere staccati trasportati dal vento.
- – Azioni di tutela della salute pubblica a fronte della minaccia della frammentazione del cemento-amianto
- – Che si accelerino le procedure burocratiche necessarie all’assegnazione del bene
* Legambiente Circolo di Pistoia









