PISTOIA – Due preziose opere d’arte (sottratte alla Chiesa pistoiese nel 1995 (nella Chiesa di San Paolo) e nel 1882 (dalla Chiesa di San Felice) sono state recuperate

dal Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) e riconsegnate durante una cerimonia celebrata nella sede della Diocesi di Pistoia. Si tratta di una preziosa pagina miniata del ‘200, recante capo lettera “F” di Factus Est e con l’immagine raffigurante Cristo Benedicente, facente parte di un graduale liturgico trafugato nel 1995 dalla Parrocchia di S. Paolo a Pistoia, e di una porzione di predella risalente agli inizi del XVI sec. di Bernardino Del Signoraccio.
L’importante pagina miniata fa parte di un graduale in tre volumi databile all’ultimo terzo del secolo XIII, commissionato come corredo “di canto fermo” per la Chiesa del convento di San Francesco al Prato in Pistoia. L’istituzione nel 1808 fu soppressa e nel 1866 la chiesa e il convento divennero di proprietà comunale, mentre alla priora di San Paolo passò il corredo liturgico.
La miniatura di penna è realizzata da un calligrafo toscano, mentre la miniatura di pennello da una bottega fiorentina, Maestro Geometrico/Maestro di Sant’Alessio (attr.).
L’attività investigativa del personale del Nucleo TPC di Firenze, nata grazie alla segnalazione effettuata da un privato cittadino di Londra, collezionista e studioso d’arte, ha consentito di individuare il bene come quello asportato nel 1995 dalla Chiesa pistoiese e venduto successivamente da una casa d’aste della Gran Bretagna.
Non è stata necessaria una formale richiesta di rogatoria internazionale da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia in quanto, attraverso la diplomazia culturale, il possessore del bene, compresa la reale provenienza della pagina miniata ha permesso che potesse essere rimpatriato in Italia.
Pertanto il bene d’arte è stato prelevato da personale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, per il tramite dell’Ambasciata d’Italia a Londra.

La porzione di predella dipinta a tempera su tavola, risalente agli inizi del XVI sec. e attribuita a Del Signoraccio Bernardino D’Antonio (1460/1540), raffigurante “Cristo emergente dal sarcofago, tra i Santi Giovanni Evangelista e Maria Maddalena”, è stata segnalata da un privato cittadino il quale, alla morte di un congiunto che la possedeva all’interno della propria abitazione, notandone la particolarità, lo ha fatto visionare a un esperto d’arte, che lo ha riconosciuto come appartenente al corredo artistico di una chiesa di Pistoia.
I successivi accertamenti svolti dal personale del Nucleo TPC di Firenze hanno accertato che la predella risultava, appunto, trafugata il 30 settembre 1982 dalla Chiesa di San Felice a Pistoia.
Il risultato di oggi testimonia una sempre maggiore sensibilità, da parte di privati, a effettuare approfondimenti, in autonomia o attraverso esperti di settore, sulle opere in loro possesso, fornendo la massima collaborazione affinché possano far rientro nei luoghi ove erano state asportate, rendendole nuovamente fruibili alla collettività.
Sempre utile e indispensabile la catalogazione e la fotografia dei beni culturali che, se fornite in sede di denuncia, alimentano la “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti”, strumento fondamentale ai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale per recuperare beni anche a distanza di anni.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pistoia, data la natura giuridica delle opere d’arte recuperate, ha disposto la restituzione delle stesse alla Diocesi di Pistoia.







