mercoledì, Settembre 9, 2026

MetJazz, una serata finale sulle note di Gil Scott-Heron

di Simone Tofani

PRATO – Ieri sera, al Teatro Metastasio di Prato, si è svolta la serata finale del MetJazz 2025.

Stefano Zenni, direttore artistico del Festival, insieme a Ester Dolce e Fabrizia Bettazzi ha aperto la serata ringraziando, tutta la Fondazione Teatro Metastasio di Prato, cuore e motore della Festival e i vari partner che hanno reso possibile questo lungo e ricco trentesimo compleanno. Lo fa introducendo un concerto che ha celebrato la vitalità della musica afroamericana e valorizzato l’eccellenza della formazione musicale italiana.

Stefano Zenni, direttore artistico del Festival, insieme a Ester Dolce e Fabrizia Bettazzi in apertura della serata, e alcune immagini del concerto al Teatro Metastasio (foto di Simone Tofani)

Sul palco, una formazione d’eccezione ha reso omaggio alla leggenda della musica Gil Scott-Heron, artista straordinario, spesso identificato come uno dei fondatori spirituali dei generi musicali hip-hop e rap, che ha segnato la storia con il suo spirito rivoluzionario e la sua capacità visionaria, intrecciando un flusso costante di parole alla sua musica per narrare la società statunitense dagli anni Sessanta fino al giorno della sua scomparsa.

Per la contrabbassista Silvia Bolognesi è un ritorno al MetJazz 2025, dopo l’esibizione nell’anteprima del Festival svoltasi a dicembre presso il Museo del Palazzo Pretorio. Ha il compito di una simbolica chiusura del cerchio. Sul palco del Teatro Metastasio di Prato, insieme a lei Eric Mingus, che ha portato sulla scena la sua voce straordinaria, capace di rendere omaggio alla musica di Scott-Heron con autenticità e passione.

Ad accompagnare i due in questo viaggio un ensemble di giovani musicisti veramente straordinari, cresciuti nei corsi di Silvia Bolognesi a Siena Jazz: Noemi Fiorucci (voce), Santiago Fernandez (pianoforte), Emanuele Marsico (voce e tromba), Lusine Sargsyan (voce), Matteo Stefani (batteria), Andrea Clockner (trombone e flauto traverso), Simone Padovani (voce e percussioni), Gianni Franchi (chitarra), Isabel Simon Quintanar (sax tenore), Pee-Wee Durante (voce e tastiere).

Il concerto è stato un viaggio attraverso la musica di Gil Scott-Heron, uno dei più grandi poeti e musicisti afroamericani della storia. La sua musica, che spazia dal jazz al funk al soul, è stata reinterpretata con passione e sensibilità dalla formazione sul palco.

Testi taglienti che catturano l’attenzione del pubblico, si intrecciano con la musica in un susseguirsi dei pezzi e ritmi incalzanti congelati in attimi dove tutto si ferma e la musica proveniente dal palco si fa solo accennata e lieve.

Silvia Bolognesi ed Eric Mingus hanno regalato al pubblico un’esibizione intensa e coinvolgente, supportati dall’ensemble di giovani musicisti, hanno dimostrato una notevole abilità e sensibilità artistica in ogni brano.

Il numeroso pubblico presente, ha avuto modo di ascoltare le composizioni di Scott-Heron interpretate con rigore tecnico e con una profonda passione, dando risalto alla forza narrativa delle sue opere. La direzione artistica di Silvia Bolognesi, ha guidato l’ensemble in un armonioso dialogo musicale, mentre la voce di Eric Mingus, ha conferito ulteriore spessore e carisma, offrendo momenti di grande espressività.

Un concerto che ha saputo unire qualità artistica e impatto emotivo.

Una chiusura che è stato un successo, sotto ogni punto di vista, con il pubblico che ha applaudito a lungo e con entusiasmo al termine dell’esibizione. Questa serata finale del MetJazz 2025, svolta in collaborazione con Toscana Produzione Musica, ha celebrato nel migliore dei modi il filo conduttore di questa edizione “Is that Jazz?” portando sul palco un mix di generi sapientemente dosati e amalgamati, mostrando ancora una volta l’altissima qualità e la grande dedizione dietro a questo Festival.

Salutando la trentesima edizione già con lo sguardo rivolto al prossimo anno.

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