di Andrea Mori
PRATO – Ci si potrebbe aspettare che ogni strada della Pietà, zona residenziale e benestante di Prato, sia curata e sicura. E invece non è così, a testimonianza del fatto che il degrado e la criminalità possono arrivare ovunque, soprattutto quando in una zona si aggiunge anche uno scontro di competenze.

In questo caso il ‘problema’ è proprio questo: via Giuseppe Cesare Abba si trova accanto alla linea ferroviaria Firenze-Bologna. Questo fa sì che una parte della strada sia di competenza delle ferrovie, e quindi non solo del Comune.
Jessica Cipriani, la cui mamma anziana abita in questa strada, ci spiega meglio: “Sono 40 anni che chiediamo al Comune e a Rfi (Rete ferroviaria Italiana) di rendere la strada pulita e sicura, senza aver mai ricevuto risposte concrete. L’intervento che io vorrei fosse fatto – prosegue – è la copertura della gora, visto che da lì fuoriescono topi grandi come neonati, cattivo odore e, in estate, si moltiplicano zanzare e moscerini; e ancora – continua Cipriani – il ripristino del marciapiede lungo il muro della ferrovia, il taglio dei pruni e delle piante infestanti. Rimarrebbe comunque un muro brutto, ma volendo lo si potrebbe decorare con frasi e disegni”.
Parlando anche con altri residenti, quello che emerge è un quadro a dir poco preoccupante.

Al termine di via Abba c’è un piccolo percorso che fa da collegamento con la strada parallela – via Niccolò Machiavelli – molto usato, per esempio, da chi deve raggiungere la stazione centrale. Ecco, questo passaggio presenta alcune criticità, dovute soprattutto al fatto che non vi è alcun tipo di illuminazione. Un residente ci ha raccontato che circa due settimane fa, intorno all’una di notte, ha trovato due bustine nascoste dentro un pacchetto di sigarette: contenevano crack ed eroina. Il pacchetto era ben nascosto tra le foglie (con la complicità del buio).

Sullo stesso tema, una signora – che ha chiesto di non essere citata – ci ha detto di essere certa che nel suo palazzo ci sono persone che spacciano.
Il percorso ‘scorciatoia’ però non preoccupa soltanto per quanto riguarda lo scambio di droga, ma anche perché ha le caratteristiche tipiche di un punto in cui potrebbero avvenire aggressioni: zero illuminazione e cespugli fitti dietro i quali nascondersi.
E la signora Cipriani confessa di essere preoccupata per la figlia di 22 anni che torna di notte dal lavoro, e passa proprio da lì. Ed è la giovane figlia che ci racconta di come una sua amica, quando usa quel passaggio, “se lo fa sempre a corsa”.
A questo si aggiunge il rischio di farsi male. “Mia mamma è caduta nonostante la tenessi a braccetto”, ci dice Jessica.

La folta vegetazione è anche un invito a nozze per chi non ha un posto dove dormire o magari vuole “svagarsi” un po’. Abbiamo trovato coperte, molte bottiglie, lattine e altri resti di frequentazioni notturne. I racconti si intrecciano e si sommano le preoccupazioni che popolano una zona che avrebbe bisogno, di sicuro, di maggiore attenzione.
Considerata la situazione, Paolo Mucci, un altro residente della zona, molto semplicemente spera che intanto “possa essere fatto qualche controllo in più dalla Municipale”. Potrebbe essere la premessa per uscire da un paradossale intreccio di competenze e mettere – finalmente – mano a qualche intervento che renda la zona attorno a via Giuseppe Cesare Abba più vivibile, tranquilla e sicura.



