mercoledì, Settembre 9, 2026

“Razza Umana”: in mostra a Palazzo Blu i volti fotografati da Oliviero Toscani

PISA – “L’unico vero obiettivo dell’arte è testimoniare la condizione umana”: così Oliviero Toscani definiva il significato della sua fotografia, rispondendo ai critici e ribadendo lo stretto legame tra fotografia e realtà del mondo.

Il grande fotografo e geniale comunicatore, dallo spirito polemico e anticonformista, scomparso lo scorso gennaio dopo una dolorosa malattia, ci ha lasciato in eredità immagini divenute iconiche, spesso realizzate nel corso delle sue numerose campagne pubblicitarie, ma soprattutto una galleria infinita di volti e ritratti umani che attraversano il tempo e parlano a tutti.

Alcune immagini degli allestimenti interni della mostra “Razza Umana” a Palazzo Blu di Pisa (fotografie pagina Facebook ufficiale di Palazzo Blu)

A Palazzo Blu di Pisa arriva “Razza Umana”, il progetto Oliviero Toscani Studio, che fino al prossimo 29 giugno porta nelle sale del museo una moltitudine di ritratti fotografici raccolti negli anni da Toscani e dal suo team. Un progetto unico nel suo genere, uno studio socio-politico, culturale e antropologico che ritrae la morfologia delle persone per osservarne peculiarità e caratteristiche, catturando differenze e similitudini.

Oliviero Toscani, insieme ai suoi allievi e collaboratori, ha girato il mondo ritraendo esseri umani nelle piazze e nelle strade, allestendo di volta in volta uno studio fotografico itinerante e raccogliendo, a oggi, un archivio di circa centomila immagini. Toscani aveva portato uno di questi set anche a Pisa, nei mesi in cui nasceva Palazzo Blu, tra il 2007 e il 2008, incontrando decine di persone proprio nelle sale del palazzo, che si prestarono per essere ritratte dal suo obiettivo d’autore.

Più di cinquecento immagini, in varie dimensioni, oggi vengono esposte per la prima volta a Palazzo Blu e sono parte del percorso della mostra che, ai volti “locali”, affianca i tanti volti raccolti in moltissimi Paesi del mondo. Completa il progetto il racconto di alcune tra le immagini iconiche di cui Toscani è stato autore e che hanno contrassegnato la sua straordinaria carriera.

Per Zeid Raad Al Hussein, ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, “queste immagini sono una celebrazione dell’individualità e della diversità dei nostri simili. Sono amorevoli, gioiose, curiose, fragili, dubbiose, tormentate, composte. E quando mi soffermo su questi volti, sembra che mi guardino indietro, impassibili, con occhi lucidi. Quasi parlano. Queste sono le nostre persone. Apparteniamo a loro. Ogni individuo in queste fotografie è diverso, ma tutti assomigliano a noi. Fotografie che ci esortano ad agire. Ci chiedono di difendere e promuovere i diritti di ogni essere umano, di combattere la discriminazione, la violenza e lo sfruttamento; di difendere la dignità di ogni donna, uomo e bambino”.

Quella di Toscani, infatti, non è una fotografia che punta sull’estetica o ricerca particolari virtuosismi tecnici, ma è una fotografia “umana”, sociale, di aspra denuncia contro la povertà, contro i fenomeni di sfruttamento, contro le diseguaglianze e le discriminazioni di cui tanti “volti” da lui immortalati sono purtroppo vittime.

Con il suo obiettivo il fotografo non compie solamente un’indagine antropologica, mettendo in evidenza le diversità e allo stesso tempo la ricchezza etnica e culturale del nostro pianeta, ma si fa anche sociologo e “scava” tra le pieghe dei volti ritratti, proponendo a noi osservatori un autentico reportage sulle condizioni di vita di uomini e donne in varie parti del mondo.

“Mi commuovo di fronte all’unicità di ogni individuo, e per questo fotografo gli esseri umani nelle molteplici espressioni”: così affermava Oliviero Toscani, e in omaggio alla sua fotografia il progetto “Razza Umana” ha assunto fin da subito un carattere itinerante e ancora oggi è continuato e portato avanti da un team dedicato, seguendo idealmente il motto del maestro.

La mostra “Razza Umana” è organizzata da Fondazione Palazzo Blu in collaborazione con Oliviero Toscani Studio e con il sostegno della Fondazione Pisa.

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