mercoledì, Settembre 9, 2026

Traffico e gestione illecita di rifiuti tessili, chiuse le indagini: coinvolte 11 persone e tre società

PISTOIA – Si sono concluse le indagini su un traffico illecito di rifiuti, gestione illecita di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della repubblica di Firenze. Coinvolte, nelle indagini condotte nelle di Prato, Pistoia e Napoli, i Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’ambiente e della sicurezza energetica di Roma, unitamente ai Carabinieri dei Comandi provinciali delle tre città, 11 persone e tre società, chiamate in causa per rispondere della responsabilità amministrativa derivante dai reati commessi da soggetti che rivestono posizioni apicali nell’ambito delle società gestite da taluni degli indagati.

Un’auto con i sacchi neri degli scarti tessili

L’indagine, condotta attraverso il controllo degli indagati tramite pedinamenti, video riprese e l’ausilio di attività tecniche, era finalizzata a contrastare il fenomeno dell’abbandono di rifiuti speciali pericolosi e non, dei cosiddetti “sacchi neri”, ha consentito di accertare a carico indagati molteplici condotte illecite riconducibili al delitto di “attività organizzate finalizzate al traffico illecito di rifiuti”.

Dall’analisi delle modalità di rinvenimento e sequestro di molteplici sacchi neri abbandonati in diversi siti di smaltimento finale a opera dei militari dell’Arma di Pistoia e Prato, gli investigatori del Noe, coordinati della Ddaa fiorentina, hanno focalizzato l’attenzione su una ben strutturata organizzazione criminale, composta per lo più da persone di origine campana stabilmente residenti o domiciliati nelle due province. Infatti, sin dall’inizio delle investigazioni, gli investigatori hanno appurato che i rifiuti speciali, della tipologia dei prodotti tessili, abbigliamento e rifiuti da fibre tessili lavorate, composti prevalentemente da scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti speciali/industriali prodotti dall’industria del tessile, invece di essere conferiti in siti di smaltimento e recupero autorizzati, venivano, dopo essere stati prelevati dai luoghi di produzione sotto forma di balle e sacchi neri, trasportati e smaltiti abusivamente nel terreno all’interno di capannoni industriali occupati abusivamente, realizzando così una vera e propria filiera del commercio illecito di rifiuti che ricomprendeva la fase di consegna, ricezione, trasporto e smaltimento abusivo. In particolare, partendo dal centro nevralgico delle attività illecite di Montemurlo e Prato, sono stati coinvolti i comuni di Quarrata, Serravalle Pistoiese, Pistoia e la stessa città di Prato, dove sono stati individuati i siti di produzione e abbandono degli ingenti quantitativi di rifiuti, oggetto dell’illecito traffico.

Il meccanismo garantiva un ingiusto profitto, rappresentato dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle corrette procedure di gestione dei rifiuti prescritte dalla legge, da parte degli imprenditori del settore,

Le indagini effettuate dai militari del Noe di Firenze hanno permesso di analizzare i meccanismi illeciti di tali traffici, realizzati secondo procedure collaudate, fondate in una prima fase sulla redazione di falsa documentazione indicante inesistenti società utilizzate per noleggiare mezzi con cui trasportare i rifiuti e l’individuazione di capannoni in disuso che occupavano abusivamente e all’insaputa dei proprietari, dove poi abbandonavano i rifiuti, eseguendo i trasporti con dei camion talvolta preceduti da una “staffetta” per evitare controlli da parte delle forze di polizia, ovvero, in un secondo tempo, mediante ripetuti episodi di abbandono di diverse tonnellate per ogni singolo trasporto in diverse aree delle due province interessate, tra cui le via Panconi, via Forra Castelnuovo del Comune di Serravalle Pistoiese, via Gradi e gli argini del torrente Stella del Comune di Quarrata, via Lodz, via Kemnitz, via Compostino di Santa Maria a Colonica e via Traversa Maiano del Comune di Prato, sfruttando anche la presenza, sulle strade cittadine, dei rifiuti prodotti dall’alluvione che nel novembre 2023 ha colpito le province di Prato e Pistoia, considerando l’evento alluvionale come una ghiotta opportunità per disfarsi più facilmente dei sacchi neri.

Il capannone abusivamente occupato e le aree interessate dagli abbandoni illeciti, alcune di particolare pregio naturalistico e spesso sottoposte a particolari vincoli idraulici e paesaggistici, affacciate su strade comunali e provinciali a ridosso delle aree rurali più isolate, sono divenute autentiche discariche abusive, ove i rifiuti una volta scaricati, grazie al capillare lavoro svolto dai militari del Noe di Firenze insieme e quelli dell’Arma territoriale di Prato e Pistoia, sono stati man mano sequestrati, unitamente ai mezzi utilizzati per commettere le attività illecite, recuperati e affidati a gestori autorizzati per evitare l’insorgere di criticità di natura ambientale.

Nell’attività d’indagine, che ha consentito agli imprenditori di conseguire risparmi sui costi di gestione dei rifiuti per diverse decine di migliaia di euro, risultano coinvolte complessivamente 11 persone fisiche e tre società operanti nel settore tessile gestite da cittadini italiani e cinesi che, a diverso titolo, hanno complessivamente gestito in maniera illecita quasi 100 tonnellate di rifiuti.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia