mercoledì, Settembre 9, 2026

E’ morto Paolo Brunetti, combattente per i diritti della gente “senza voce”

ALTO RENO – Nel primo pomeriggio di ieri è morto, nella sua abitazione di Ca’ Germano, a Granaglione, Paolo Brunetti. Aveva 80 anni.

Paolo Brunetti

Brunetti, si era laureato in Giurisprudenza nel 1970, nel pieno della protesta sessantottina, con una tesi di critica dell’ideologia del diritto sindacale, ma aveva subito abbandonato la strada del Diritto.

Militante di Potere Operaio prima e Autonomia Operaia poi, partecipò alla nascita della rivista “Rosso”. Da dirigente del Comune di Casalecchio di Reno, nel 1974, denunciò le speculazioni edilizie e gli intrecci affaristici del PCI.
Fu anche uno dei soci fondatori della cooperativa che dette vita, a Bologna, a Radio Alice, prima radio libera.
Negli anni settanta partecipò attivamente alle lotte nel Clep (Collettivo lavoratori enti pubblici), e in seguito, per l’attività politica e di denuncia svolta, verrà ripetutamente (tra il 1977 e il 1984) inquisito e incarcerato per reati di sovversione, ma uscirà completamente assolto da ben 5 procedimenti penali.
Tra il 1981 e il 1984 lo troviamo esule tra la Corsica e Parigi. Tornato al suo posto di lavoro nel 1984, dà vita a un sindacato autonomo che sarà il suo principale strumento per combattere la meritocrazia e le privatizzazioni nei servizi pubblici portate avanti soprattutto dal PCI.
Intanto, nel 1982, assieme ad altri amici, dette vita alla Società editrice Andromeda, di cui sarà presidente sino al 2012, per “dare spazio e voce” a centinaia di ricercatori inascoltati dall’ufficialità nei campi del sapere più disparati (economia, salute, fisica, biologia…). Ne è rimasto direttore fino alla morte.
A metà degli anni ’90 collaborò alla costruzione della trasmissione televisiva “Report” di Milena Gabanelli e agli spettacoli di Beppe Grillo.
Nel 2000 tornò con la famiglia a Granaglione, suo paese d’origine, ma anche lì non sfuggì al suo karma e quindi lo troveremo in prima fila nella difesa dei beni comuni (acqua, ambiente, sanità, trasporti) sotto attacco da parte delle orde neoliberiste e neofeudali che spadroneggiano in Europa.
Brunetti amava definirsi un combattente per la libera informazione e la difesa dei beni comuni. Si riteneva un uomo fortunato perché era sempre riuscito a fare quello che aveva voluto; ha ha avuto molti e autentici, amici.

Brunetti era padre di due figli, Giulio e Marta.

(a cura di Giacomo Martini)

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