PESCIA – La consigliera comunale Annalena Gliori (Fiducia) ha rassegnato le proprie dimissioni dal consiglio comunale di Pescia. La decisione nasce dalla decisione della stessa consigliera di ricorrere al Tar contro una ordinanza del Comune che intimava all’ex assessora della giunta Giurlani, la demolizione di un fabbricato di sua proprietà ritenuto dall’amministrazione comunale un abuso edilizio. Il ricorso della consigliera al tribunale amministrativo ha fatto scattare la perdita delle condizioni di eleggibilità, decretata dall’Ufficio del Segretario generale.

Il decreto legislativo 267 del 2000, dice chiaramente che non “può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, consigliere metropolitano, provinciale o circoscrizionale, colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente, con il comune o la provincia. La pendenza di una lite in materia tributaria ovvero di una lite promossa ai sensi dell’articolo 9 del presente decreto non determina incompatibilità”.
La perdita delle condizioni di eleggibilità comporta la decadenza dalla carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale. La cessazione dalle funzioni deve avere luogo entro dieci giorni dalla data in cui è venuta a concretizzarsi la causa di ineleggibilità o di incompatibilità.
Le date sono importanti. L’ordinanza di demolizione del fabbricato è del 31 gennaio 2025, provvedimento notificato il 4 febbraio scorso. Il ricorso al Tar di Glioli è del 4 aprile 2025.
La consigliera si difende spiegando che le dimissioni sono una scelta obbligata “che nasce da questioni ereditate e private, che mi impongono di tutelare i miei interessi e per ciò ho dovuto ricorrere al Tar avverso il Comune e questo sembra essere causa di incompatibilità dalla carica pubblica ricoperta”.
Poi l’accusa al Comune che a suo giudizio ha creato “i presupposti per le mie dimissioni, visto che hanno assunto decisioni ancora prima che io attivassi il percorso del ricorso al Tar. Evidentemente non aspettavano altro e hanno colto l’occasione di estromettere un elemento che li poteva mettere in difficoltà, esercizio peraltro nemmeno troppo difficile vista la qualità estremamente bassa con la quale amministrano Pescia”.
In realtà, il provvedimento della Segreteria generale è datato 30 aprile, 16 giorni dopo il ricorso al Tar.






