mercoledì, Settembre 9, 2026

Coach Okorn: “Sono orgoglioso dei miei ragazzi”

di Letizia Gaeta

PISTOIA – L’ultima dell’Estra Pistoia Basket in serie A andrà in scena domani 11 maggio a Reggio Emilia alle 18:15 e sarà un saluto doloroso per tutto l’ambiente. Giocatori, staff, tifosi e stampa. In una stagione in cui le critiche sono state all’ordine del giorno, nessuno avrebbe voluto pensare a un epilogo di questo tipo, ma tutti a un certo punto lo hanno dovuto fare.

Un’annata leggendaria da una neopromossa seguita da un campionato semplicemente da dimenticare, culminato con la retrocessione di settimana scorsa. Una ferita ancora troppo fresca che solo il tempo potrà risanare e certamente salutare la serie A sul parquet della Reggiana non sarà semplice per nessuno.

Domani in campo scenderà una squadra che, contro ogni pronostico e un destino avverso, proverà a onorare la maglia fino all’ultimo secondo per regalare a loro stessi e ai tantissimi tifosi in viaggio verso l’Emilia Romagna un’altra piccola, forse minuscola, impresa. Un gruppo di ragazzi, capitanati dalla bandiera Della Rosa, distrutti da una stagione sportiva irreale che hanno comunque buttato il cuore oltre l’ostacolo, cercando di raggiungere una salvezza che, se fosse arrivata, avrebbe avuto il sapore di un miracolo.

Un coach Okorn visibilmente dispiaciuto e deluso, durante la conferenza stampa di questa mattina, ha esordito, parlando di ciò che ha significato per lui questa esperienza:

“Sicuramente non è stato facile, è qualcosa che segnerà tutti coloro che hanno vissuto la stagione dall’interno. Ognuno di noi ricorderà per tantissimo tempo questa annata, probabilmente non riusciremo mai a lasciarla andare del tutto. Di solito si dice che da questo tipo di esperienza si impari sempre qualcosa, ma attualmente ho solo brutte sensazioni e mi sento anche deluso da me stesso. Il mio “tutti noi” non comprende solamente giocatori e staff ma anche tutto l’ambiente che ci circonda. Sarebbe troppo semplice in questo momento puntare il dito contro qualcuno di specifico, preferisco prendermi le mie responsabilità. Non credo ci fosse molto da cambiare, il finale sembrava già scritto da tempo: ci abbiamo provato questo è certo, purtroppo però le cose sono andate come forse era giusto che andassero”.

Pistoia è una piazza che vive e in cui si respira pallacanestro, non si può negare. Dai giocatori, al pubblico, ad alcuni membri dello staff, l’attaccamento alla maglia dei biancorossi è innegabile e di questo si è accorto anche il tecnico biancorosso:

“Ciò che rappresenta questo ambiente è incredibile, ne avevo sentito parlare prima di arrivare, ma viverlo in prima persona è un’altra cosa, solo entrando al PalaCarrara sono riuscito davvero a rendermene conto. Ciò che mi ha sorpreso maggiormente è stato vedere ogni fine settimana il palazzetto sempre pieno, pronto a sostenerci e a darci carica, e tutto questo sebbene gli ultimi mesi siano stati a dir poco surreali. L’ho vissuto come un qualcosa di speciale, se dovessi utilizzare una sola parola. Così come impressionante è sapere che a Reggio Emilia ci seguiranno in 200/300 persone per l’ultima partita. A livello umano sono felice di aver potuto far parte di questa realtà perché quando ho avuto la possibilità di vivere la città, le persone sapevano chi ero e mi salutavano per strada. A livello sportivo ovviamente ripeto che sono deluso. Il mio obiettivo da allenatore e uomo di sport è sempre quello di competere, e non abbiamo potuto farlo per diversi fattori. Non posso che spendere parole di gratitudine nei confronti dei ragazzi: ogni settimana in cui ci siamo allenati hanno dato il massimo, e siamo riusciti a strappare due vittorie in un clima assurdo. Quando sono arrivato ho realizzato subito di essermi ritrovato in una situazione fuori dal normale in cui ognuno andava in direzioni opposte: abbiamo pagato sul campo con la retrocessione, quelle che sono state scelte societarie scellerate. Per mesi abbiamo combattuto contro un muro, e c’è una sola persona da incolpare per questo: Ron Rowan”.

Per una stagione che sta per concludersi, ce n’è una che inizierà ad agosto anche per l’attuale tecnico biancorosso che, a oggi, non sa ancora cosa gli riserverà il futuro:

“Ci sono domande da porre alla società, il Presidente è qui e spero che possa lavorare per il futuro con una visione e un piano ben precisi che sono mancati in questa stagione. Nello sport e non solo in quello serve programmazione per poter costruire, anche perché non esiste solo il campo, bisogna tenere in conto anche le dinamiche finanziarie. La mia speranza è che trovino una soluzione per il bene di Pistoia”.

Il coach si è poi focalizzato sulla settimana appena trascorso, concludendo così:

“Indubbiamente è stata una settimana complessa e dura. Prima di Cremona la matematica non ci vedeva ancora retrocessi e c’era ancora la speranza di poter compiere il miracolo. La sconfitta contro la Vanoli ci ha però condannati e durante la settimana non è stato semplice riuscire a motivarli, abbiamo provato a seguire il piano settimanale per andare a Reggio a giocare una partita normale, per quanto possibile: non volevamo semplicemente alzare le mani in segno di arresa. Ci siamo preparati, ho chiesto ai ragazzi di lottare e finire la stagione a testa alta, ma non è stato semplice. Sono tutti a disposizione e cercherò di coinvolgerli per terminare il campionato da squadra”.

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