PISTOIA – Due anni fa denunciavamo che il governo stava togliendo alcuni progetti dei Comuni dal PNRR e che anche San Lorenzo era a rischio.
In Consiglio comunale e sulla stampa ci fu risposto dalla giunta Tomasi e dalla maggioranza che questa ipotesi era infondata.
Oggi, rispondendo a una nostra interpellanza, è invece l’assessore Cialdi ad ammettere che una parte di San Lorenzo non è più coperta dai fondi del PNRR. E che il Comune dovrà partecipare a un nuovo bando.
Non solo: è evidente dallo stato dei lavori che abbandonare le scadenze del PNRR era comunque una necessità.
In alcuni edifici del complesso i lavori sono molto indietro e sarebbe stato impossibile rispettare la scadenza del 30 giugno 2026.
Anche i soldi non sarebbero bastati, nonostante 1,6 milioni di euro aggiunti dal bilancio del Comune pochi mesi fa.
Infatti, il nuovo bando del governo prevede il termine dei lavori nel 2028 e la richiesta di ulteriori finanziamenti da parte dell’amministrazione comunale.
Ci chiediamo allora come potranno essere trasferiti uffici comunali importanti come l’anagrafe, una volta conclusa nel 2026 la prima parte dei lavori, in un complesso che rimarrà un cantiere a cielo aperto per almeno altri tre anni.
Va ricordato che San Lorenzo era il principale investimento PNRR, dal punto di vista economico, del Comune di Pistoia.
Quindi non solo Pistoia è ultima, tra i comuni capoluogo della Toscana, per risorse PNRR ottenute, ma quello che doveva essere l’intervento strategico più importante oggi è in ritardo, necessita di nuovi fondi e il suo futuro utilizzo è avvolto dall’incertezza.
Mentre per molti altri punti strategici del territorio, dall’area ex Ceppo alle Ville Sbertoli, dal complesso dell’ex mercato ortofrutticolo e degli ex macelli fino a edifici come le Crocifissine, l’occasione del PNRR è passata invano.
È il risultato di una destra che in otto anni di governo della città non ha saputo programmare per costruire una strategia per il futuro di Pistoia.
Gruppo consiliare Pistoia Ecologista Progressista







