mercoledì, Settembre 9, 2026

Terzo settore, i dati del quinto rapporto: oltre 10.000 le realtà censite in Toscana

FIRENZE – Hanno superato quota diecimila gli enti del terzo settore operanti in Toscana; tante sono le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le cooperative sociali attualmente censite e che operano nei settori più diversi: dall’ambito sociale e sanitario a quello culturale e ambientale. Un numero elevatissimo, che colloca la Toscana ai vertici nazionali, come è emerso dalla presentazione del quinto rapporto sul Terzo settore, avvenuta oggi a Palazzo Strozzi Sacrati.

Il rapporto, curato come sempre dall’Osservatorio sociale regionale, ha evidenziato la crescita costante degli enti che hanno formalizzato la loro esistenza con l’iscrizione al Runts (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), uno dei principali adempimenti previsti dalla riforma del settore, e che risultano quindi strutturati, organizzati, e abilitati a rapportarsi con le istituzioni.

Ma anche se sono cresciuti di numero (precisamente sono 10.837) e coinvolgono decine di migliaia di persone, rappresentano solo parzialmente l’universo del non profit  toscano che, secondo i dati Istat, ha una dimensione quasi tripla: se infatti si tiene conto di tutte le di realtà organizzative e associative, formali e informali presenti nella nostra regione il numero complessivo sale a 26.400, e quello dei volontari a quasi 420.000. 

Questo autentico polmone della nostra regione è stato oggetto, nel rapporto, di uno studio approfondito per analizzarne le dinamiche, soprattutto a partire dalla prima fase di applicazione della legge di riforma. Visto il valore dell’analisi e la necessità di presentarla anche sul territorio, accanto alla presentazione odierna sono state previste anche due iniziative territoriali organizzate presso la Società della salute Valdinievole e Fiorentina Sudest, in programma, rispettivamente il 22 e il 30 maggio. 

Il terzo settore in Toscana

I 10.837 del terzo settore presenti in Toscana nel 2025 e iscritti al Runts (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) sono suddivisi tra 3.200 organizzazioni volontariato (pari al 30% del totale), 6.094 associazioni di promozione sociale (56%), e 890 imprese sociali (8%). 
Le “attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale” sono nettamente prevalenti (49% degli ETS), seguite da “attività di educazione, istruzione e formazione professionale, attività culturali e socio-educative” (29%) e “interventi e servizi sociali” (21%)
Questo terzo settore ‘formalizzato’ mostra una tendenza considerevole alla crescita: si è passati dalle 19,8 organizzazioni ogni 10.000 residenti del 2008 alle attuali 29,6.
Sono dati che collocano la Toscana al quarto posto tra le regioni italiane. 

Il vasto universo del non profit

L’universo non profit in senso lato, formato cioè da tutte le realtà organizzative e associative, anche informali, è quasi tre volte più vasto dello spaccato ‘formalizzato’: secondo l’ultimo censimento Istat, le istituzioni non profit sono oltre 26.400, hanno quasi 55.000 dipendenti (il 59% nelle cooperative sociali) e funzionano grazie al contributo di quasi 418.000 volontari.
Tutti i numeri confermano il forte radicamento di questa realtà nel contesto regionale: in Toscana: si contano infatti 72 organizzazioni ogni 10.000 residenti, mentre i volontari sono 114 ogni 10.000 residenti.  
Per quanto riguarda il settore di attività, ci sono tre comparti che insieme ricoprono oltre 2/3 delle istituzioni toscane: il 34% opera nell’ambito delle ‘attività sportive’, il 18% nelle ‘attività ricreative e di socializzazione’ e il 14% nelle ‘attività culturali e artistiche’. Seguono poi le attività di ’assistenza sociale e protezione civile’, ‘relazioni sindacali e rappresentanza di interessi’, ‘sanità’ e ‘religione’.
Negli ultimi 25 anni l’ambito del non profit è cresciuto esponenzialmente, mentre nell’ultimo quinquennio si è assistito a una diminuzione del numero di istituzioni e di volontari, e a una crescita dei lavoratori. 

Le caratteristiche del volontariato nel 2025

Secondo quanto emerge dal rapporto sale l’età media dei volontari: quasi metà ha più di 55 anni, i volontari under 29 sono solo il 15,5% del totale. 
Per quanto riguarda il genere c’è una predominanza tra i maschi rispetto alle femmine in quasi tutte le fasce d’età. 
Ci sono cambiamenti anche per quanto riguarda l’impegno che ha sempre di più caratteristiche saltuarie: solo il 43% del totale dei volontari opera in modo sistematico.
Tra le motivazioni dei giovani volontari emerge sempre di più quella di poter valorizzare le loro competenze: dalla logica dell’appartenenza e adesione valoriale, oggi si passa sempre più spesso a quella del coinvolgimento in progetti specifici e concreti.

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