di Giacomo Martini
ROMA – “Basta attacchi ai colleghi attori e la riforma del Tax Credit non è sufficiente. Vogliamo un incontro col Ministro perché il cinema è in crisi”.
Dopo lo scontro Germano-Giuli su presente e futuro del cinema italiano ecco una lettera aperta indirizzata pubblicamente al Ministero della Cultura, Alessandro Giuli, e alla sottosegretaria Lucia Borgonzoni.
Una sintetica missiva ideata dal regista Andrea Segre e firmata da 94 personalità del mondo del cinema italiano, tra questi: Nanni Moretti, Paolo Sorrentino, Marco Bellocchio e Giuseppe Tornatore; Jasmine Trinca, Maura Delpero, Margherita Buy e Pierfrancesco Favino.
“La situazione lavorativa e produttiva del cinema italiano è indubbiamente in crisi. Negli ultimi due anni il quadro di complessiva incertezza normativa e i ritardi, generati in primis dall’operato del Governo nella gestione della riforma del Tax credit, hanno causato una crisi di sistema che ha colpito molte produzioni, soprattutto le più piccole e indipendenti, e ha lasciato senza lavoro centinaia di lavoratrici e lavoratori, a cui manca anche un sostegno al reddito per il 2025 e un sussidio di recupero salariale e contributivo per il 2024”.
Una crisi non solo economica per chi lavora (interi settori sono fermi da mesi) ma che rischia di estendersi a “creatività, autonomia e innovazione” del settore intero “privandolo della possibilità di competere culturalmente ed economicamente a livello internazionale”.
Nella lettera il regista di Berlinguer – La grande ambizione viene comunque specificato che la versione definitiva del decreto correttivo Tax credit è sì “una prima risposta”, ma che rimane, alla luce della situazione attuale “incompleta e insufficiente”.
Segre &co. intercettano pure la proposta di Pupi Avati di un ministero del cinema ad hoc che supporti in primis le produzioni indipendenti e piccole ma di andare oltre: “riteniamo che sia necessario attivare iniziative ben più ampie e rilevanti, come ad esempio ha chiesto Pupi Avati durante la cerimonia dei David di Donatello”.
La lettera prosegue toccando il battibecco sulla cultura di sinistra che si sarebbe impossessata del cinema: “La cultura e la democrazia italiana non possono essere piegate ad interessi di parte, ma vanno tutelate e arricchite con rispetto delle competenze, delle professionalità, delle regole costituzionali e dei diritti di tutti e tutte”.
Infine l’appello: “Chiediamo che il Ministero incontri quanto prima le associazioni che uniscono e rappresentano attori, autori e tecnici ascoltando le richieste urgenti che da mesi promuovono. E chiediamo che si fermino invece le polemiche pretestuose e gli attacchi inaccettabili a chi democraticamente ha mosso critiche all’operato del Ministero, come il nostro collega Elio Germano e la nostra collega Geppi Cucciari, ai quali va tutta la nostra solidarietà”.










