di Simone Tofani
PISTOIA – La band Lo Straniero, venerdì 17 maggio, ha fatto tappa a Pistoia con il suo “Mazapé Tour”, portando nella sala concerti del Circolo Arci Ho Chi Minh l’intensità sonora ed emotiva del loro ultimo album, Mazapé, nato dall’intesa artistica tra la band e le etichette La Tempesta e Pioggia Rossa Dischi.

Il concerto ha portato il pubblico in un viaggio attraverso gli album della band piemontese. Questo percorso si è rivelato un concentrato di ritmi incalzanti e sonorità leggere quasi accennate che si muovono tra la SynthWave, il Punk ed il Post-Punk e suggestioni mediterranee che si intersecano con i quartieri metropolitani, il tutto sorretto da colorazioni elettro-acustiche.
Fin dalle prime note, l’ascoltatore viene invitato a perdersi in un percorso fatto di contrasti, a lasciarsi guidare dalla forza delle immagini e delle parole che si intrecciano per dare forma a un mondo tutto da scoprire.
Nonostante le differenze marcate che caratterizzano gli album i cui brani vedono posto in scaletta, la precisione negli arrangiamenti e l’energia sul palco hanno reso ogni pezzo eseguito un tassello di un mosaico sonoro ben costruito da parte de Lo Straniero.

L’interazione con gli spettatori è stata dinamica, con momenti di dialogo con esso che hanno fatto di riflesso a tagli più Punk.
Il Circo Arci Ho Chi Minh, con il suo carattere unico, si è rivelato la cornice perfetta per un concerto carico di vibrazioni e suoni ricercati.

Brano dopo brano, si è giunti alla conclusione dando al fine serata, un impatto genuino e molto personale al concerto.
Il pubblico che è stato coinvolto fin dalle prime note, viene integrato ancora di più nell’ultimo pezzo proposto, il quale la band piemontese decide di eseguire in formato acustico proprio in mezzo ad esso.

Un concerto che ha saputo dare forma e sostanza alla propria evoluzione musicale di questi anni.
La meticolosa fusione dei vari album ha creato percorso sonoro e letterario che dà vita ad una mappa vibrante di territori interiori e paesaggi esterni nel quale l’ascoltatore è portato ad esplorare la acutezza dei contrasti e delle sfumature. In questo universo, l’umanità appare come una figura evanescente, sospesa tra chi si allontana dagli oppressori e chi, invece, resta intrappolato dalla morsa di poteri, tanto piccoli quanto imponenti.









