mercoledì, Settembre 9, 2026

“In ritardo il Piano sanitario e sociale della Toscana”

FIRENZE – “Il Piano sanitario e sociale integrato 2024-2026 della Regione Toscana non è ancora stato approvato dal Consiglio regionale e per di più, ad oggi, è ancora incompleto. Se si va avanti così il Piano sarà operativo solo per pochi mesi rispetto ai tre anni previsti, un clamoroso ritardo imputabile esclusivamente alla Giunta Giani.

Il fatto che questo strumento non sia ancora pronto non è una mera questione burocratica ma ha delle implicazioni concrete specie nell’erogazione dei servizi e nel mettere in ordine il bilancio sanitario, materia su cui la Giunta Giani è sicuramente deficitaria visto che ha dovuto addirittura aumentare l’Irpef per cercare di colmare lo squilibrio finanziario dei conti, che si perdono ad oggi in centinaia di capitoli di spesa. Non avere il Piano significa che Giani e i suoi assessori navigano a vista e la loro azione è dettata dall’improvvisazione, non da una programmazione degli interventi e della spesa, che non risulta di fatto controllabile. Come si può continuare a gestire in questo modo gli oltre 8 miliardi di euro all’anno destinati dal Governo nazionale alla sanità toscana?

Tra l’altro essendo a fine legislatura c’è il rischio di fare un Piano tirato via e conseguentemente la Giunta continuerà a navigare a vista sia nella fase attuale ma
soprattutto facendo partire male anche la  prossima legislatura. In realtà il quinquennio Giani si contraddistingue proprio per aver approvato sempre in estremo ritardo tutti i Piani regionali a partire dal PRS che è stato licenziato a metà mandato e non all’inizio e a cascata tutti i Piani che ne derivano sono e stanno arrivando in ritardo.

Il parere reso ieri dalla
Commissione Controllo è chiaro e ha evidenziato – con voto
Unanime – diverse mancanze rispetto alla legge regionale 40/2005 che disciplina proprio il Piano.

In particolare mancano i criteri di riparto delle risorse finanziarie tra le Aziende Sanitarie Locali (ASL) e tra queste e le Zone Distretto e i criteri di quantificazione e impiego delle risorse finanziarie destinate alla copertura di specifici fabbisogni per attività di alta qualificazione e per il funzionamento di enti, aziende e organismi regionali (tutto previsto dalla lr 2005) e anche i criteri per l’eventuale compartecipazione degli utenti ai costi delle prestazioni sociosanitarie, una questione sicuramente non secondaria; solo per citare gli aspetti economico-finanziari. È quindi incompleto e non conforme alla legge, servirà altro tempo prima che il Consiglio – tramite il lavoro istruttorio della Terza Commissione – possa discuterlo e approvarlo.

Se il Piano rimarrà quello attuale, si sarà persa l’ennesima occasione per introdurre maggiore trasparenza nei conti e per programmare la spesa sanitaria, che ricordiamo è pari alL’80% del bilancio regionale.

Il problema è che la gestione della Regione non si basa più sul rispetto del principio statutario della programmazione, costantemente violato dal Presidente Giani, sempre impegnato a fare campagna elettorale e non a governare con lungimiranza e attenzione la Toscana”.

Alessandro Capecchi, Consigliere regionale FdI e Portavoce dell’Opposizione

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