mercoledì, Settembre 9, 2026

Coffee Break, la Corte dei conti bussa alla porta dei condannati: risarcimenti per oltre 1 milione di euro

di Alberto Vivarelli

PESCIA – La Corte dei conti ha scritto la parola fine alla vicenda Coffe Break, una storia di appalti dei Comuni di Uzzano e Pescia, assegnati illecitamente ad alcune società. Da questa indagine prese l’avvio una seconda inchiesta, conosciuta come Bonus facciate.

Dopo i patteggiamenti della condanna di cinque dei sei imputati (solo Nicoletta Pieraccini ha scelto di andare a processo), adesso la Corte dei conti ha bussato alla porta di Lorenzo Lenzi, Luciano Bianchi (nel frattempo deceduto), Selena Gentili e Katuscia Begliomini, chiedendo la condanna degli stessi al risarcimento del danno complessivo di euro 1.027.886 di cui euro 595.739 a favore del Comune di Uzzano ed euro 432.146 a favore del Comune di Pescia. Secondo quanto illustrato nell’atto di citazione, la richiesta risarcitoria risulta così articolata: nei confronti di Lorenzo Lenzi è stata richiesta la somma complessiva di euro 595.739; a Luciano Bianchi Luciano è stata richiesta la somma complessiva di euro 403.946; a Nicoletta Pieraccini è stata richiesta la somma complessiva di euro 30.579; a Katiuscia Begliomini è stata richiesta la somma complessiva di euro 22.044. La sentenza è del 5 marzo 2025.

Secondo la Procura i cinque invitavano alle procedure di gara imprese compiacenti, che poi non partecipavano od offrivano percentuali al ribasso concordate in modo da assicurare che l’aggiudicazione avvenisse nei confronti delle società preventivamente individuate, che poi riconoscevano ai funzionari pubblici Lorenzo Lenzi e Luciano Bianchi una percentuale pari al 5% dell’importo dell’appalto.

Lo stesso comportamento veniva seguito per l’affidamento dei lavori in economia, per i quali si procedeva all’assegnazione in via diretta oppure mediante ricorso alle procedure di somma urgenza. La Procura ha anche evidenziato che, in alcuni casi, l’aggiudicazione avveniva in favore di società diverse che, tuttavia, poi procedevano a subappaltare i lavori alle solite società. In alcuni casi sarebbe emersa la mancata esecuzione dei lavori, nonostante l’intervenuto pagamento da parte dell’ente committente.

In particolare, a Lorenzo Lenzi, nella sua funzione di responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Uzzano, viene contestato di essersi attivato per far aggiudicare appalti di opere e servizi a società riconducibili a Luca Marchi, quali Costruire s.r.l., General Works s.r.l. e il Consorzio appalti e servizi, e ai fratelli Cozza, quale Coesco costruzioni s.r.l.. A Luciano Bianchi sono stati contestati i medesimi comportamenti ma in relazione alla sua qualifica di responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Pescia e con riferimento a gare bandite dal Comune pesciatino.

A Serena Gentili, quale addetta all’ufficio tecnico del Comune di Pescia con affidamento di incarico professionale, viene contestato di avere redatto una falsa perizia in relazione alla gara per la realizzazione di “Interventi di messa in sicurezza delle pavimentazioni stradali nel comune di Pescia”, aggiudicati alla General Works s.r.l..

A Katuscia Begliomini, in qualità di direttore dei lavori in relazione ad opere aggiudicate con la determina del Comune di Pescia, è stato contestato di avere redatto una falsa perizia al fine di effettuare un nuovo affidamento in favore della ditta General Works s.r.l. , per lavori già eseguiti e già pagati con riferimento al primo affidamento.

A Nicoletta Pieraccini, in qualità di istruttore amministrativo dell’ufficio tecnico del Comune di Pescia e di segretaria della commissione esaminatrice, viene contestato di avere contribuito alla illecita aggiudicazione alterando il meccanismo del sorteggio. in riferimento ai lavori aggiudicati con due determine.

Come detto, quattro dei cinque imputati hanno patteggiato la condanna diventata definitiva nel 2023. Lorenzo Lenzi e Luciano Bianchi sono stati entrambi condannati alla pena di quattro anni e sei mesi di reclusione con confisca rispettivamente di euro 62.768 e di euro 19.959.

Katuscia Begliomini e Selena Gentili sono state entrambe condannate alla pena di sei mesi di reclusione, sostituita con la pena pecuniaria della multa di euro 13.500.

Nei confronti di Nicoletta Pieraccini, che non ha fatto di richiesta di patteggiamento della pena, risulta ancora pendente il procedimento penale a suo carico.

La Procura, pertanto, ritenendo sussistenti tutti gli elementi della responsabilità amministrativa ha chiesto la condanna di tutti i convenuti a titolo di dolo.

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