mercoledì, Settembre 9, 2026

La democrazia sopravviverà a questo secolo?, l’ultimo libro di Vannino Chiti presentato a Palazzo Strozzi Sacrati


FIRENZE – Le forme di governo hanno apparenze immutabili ma sorti mutevoli. Vannino Chiti, presidente della Regione Toscana dal 1992 al 2000, sottosegretario e ministro nei governi Amato e Prodi, senatore del Partito democratico fino al 2018 e attualmente presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza, affronta il tema dello stato di salute e delle prospettive dei sistemi politici contemporanei nel suo ultimo libro La democrazia sopravviverà a questo Secolo ? che sarà presentato a Firenze giovedì 29 maggio dallo stesso autore alle 18.00 a palazzo Strozzi Sacrati, assieme al presidente della Regione Eugenio Giani, Rossano Rossi, segretario generale della CGIL Toscana e Cristina Privitera, vicedirettrice del quotidiano La Nazione

La democrazia, nel XXI secolo, è sfidata dai suoi nemici ancor più che in quello immediatamente precedente. A questo proposito ogni tanto si affaccia nel dibattito un’interpretazione che ricollega le sue difficoltà al cambiamento della situazione rispetto a quella che la vide fiorire, secoli fa, ad Atene, nell’antica Grecia. Il mondo di oggi è per molti aspetti globale, non però nei diritti umani, nelle libertà e nella democrazia. Hanno certamente strette connessioni internazionali finanza, economia, commerci, comunicazione, detenuti per lo più da gruppi privati celebri per le ricchezze, poco trasparenti nella configurazione delle proprietà e nei metodi di intervento. Questi imperi, in particolare quelli che possiedono anche le nuove tecnologie informatiche, sovrastano gli stessi Stati. È allora necessario prendere atto subito di alcune questioni fondamentali, legate al nostro presente. L’unica lezione che non dovremmo dimenticare dell’esperienza storica di Atene è che la guerra che per 27 anni la contrappose a Sparta portò alla rovina di entrambe e alla sudditanza dell’intera Grecia. Oggi, se riproposto, l’esito di uno scontro globale sarebbe la catastrofe dell’umanità.

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