SERRAVALLE – “Come Legambiente denunciamo con forza quanto accaduto nei giorni scorsi in via IV Querci, a Masotti, nel Comune di Serravalle Pistoiese, dove un tratto dell’argine del fosso Mandrione è stato oggetto di un intervento di “manutenzione” che ha portato al taglio indiscriminato di numerosi alberi sani e non pericolanti.
Gli alberi – che non solo costituivano un importante elemento del paesaggio, ma ombreggiavano una strada molto frequentata da camminatori – sono stati abbattuti in pieno periodo di nidificazione, violando di fatto principi basilari di tutela ambientale e buon senso.
Abbiamo appreso dall’assessore all’ambiente del Comune, con cui ci siamo confrontati, che la competenza sull’intervento spetta al Consorzio di Bonifica Medio Valdarno. Tuttavia, questo non può in alcun modo giustificare un’azione tanto dannosa quanto maldestra, che colpisce l’intera comunità e il nostro fragile equilibrio ecologico.
Inoltre, i resti degli alberi tagliati sono stati abbandonati lungo l’argine e nel letto del ruscello, in evidente violazione delle più elementari norme di decoro e sicurezza ambientale. È stato segnalato anche un ciliegio scaricato arbitrariamente in un campo privato coltivato a olivi, dall’altra parte della strada.
Nessuna comunicazione preventiva è stata data alla cittadinanza. I residenti della zona si sono detti scioccati nel ritrovarsi, da un giorno all’altro, con un paesaggio completamente stravolto, senza alcuna informazione né possibilità di confronto.
Questo intervento, eseguito con modalità approssimative e senza una visione ecologica, rappresenta un preoccupante precedente: non possiamo più accettare che azioni così invasive vengano giustificate con la parola “manutenzione”.
Chiediamo con urgenza:
- Un chiarimento ufficiale da parte del Consorzio di Bonifica Medio Valdarno e del Comune di Serravalle Pistoiese sulle responsabilità e le motivazioni dell’intervento;
- Un piano di ripristino ambientale con nuove piantumazioni autoctone in grado di restituire ombra e biodiversità alla zona;
- L’adozione di protocolli più rigorosi e condivisi per gli interventi sugli ecosistemi fluviali e rurali, soprattutto in periodi critici come quello della nidificazione;
- Il coinvolgimento attivo della cittadinanza e delle associazioni locali nella pianificazione di ogni futuro intervento sul territorio.
La tutela dell’ambiente non può essere affidata all’improvvisazione”.
Legambiente, Sezione di Pistoia









