di Elisabetta Branchetti
FIRENZE – Beppe Di Figlia nasce a Firenze da due genitori siciliani, di Palermo, ha un bel temperamento e mette tanta passione in tutte le cose che fa, ha studiato elettronica generale, avrebbe voluto fare il Conservatorio, ma secondo i suoi genitori non era la strada giusta per campare la famiglia. Una cosa era certa: amava la musica e fare le imitazioni.

Quando hai capito che la tua strada era quella del canto?
Che la strada era il canto l’ho compreso abbastanza presto. Ero abituato a fare tante imitazioni, usavo la voce e mi divertivo così. Poi essendo una famiglia di meridionali molto numerosa, il legame con la musica era inevitabile. A ogni festa, a un ad ogni incontro era sempre un gran macello: chi suonava, chi cantava; una vitalità, una bellezza e un’unione indescrivibile. La mia passione nasce come batterista, seguendo le orme di mio zio Pino che stimavo tanto e che oltretutto cantava. Ho iniziato all’età di 13 anni, poi cercavo un cantante, ma pareva introvabile, allora mi sono messo a cantare e casualmente mi chiamarono in una band che mi chiese espressamente di fare il cantante. Ricordo ancora la litigata che feci con Simone, il chitarrista, mi chiamò a cantare i pezzi dei Queen. Mi arrabbiai moltissimo perché era offensivo chiedermi di riuscire a fare una cosa così bella e tecnicamente così difficile. Poi capì che le mie proprietà vocali, almeno per estensione, mi permettevano di provarci. Da quel momento iniziai a fare delle serate. Contemporaneamente mi si aprì la porta dell’insegnamento. Mi rivolsi a Giuliano Spizzichino e da lì sono iniziati i miei studi, diciamo maniacali, di logopedia e foniatria. Non insegno per arrotondare gli introiti da Ccntante, ma solo per restituire tutto ciò che avevo appreso. Il motore è solo la passione.
Come hai iniziato?
Ho girato più insegnanti possibili, ho studiato lirica con alcuni dei maestri di conservatorio più rinomati all’epoca, tant’è che mi fu proposto anche di lavorare al teatro comunale e io stupidamente rifiutai perché ero legato al mio rock alle mie band. Le cose da raccontare sarebbero tante e tantissime le persone da citare, quindi che nessuno me ne voglia se non faccio i nomi di tutti. Ma ringrazio soprattutto chi non è stato in grado di darmi tutto quello che chiedevo, perché così io mi sono formato come insegnante cercando di dare risposta a tutte le domande alle quali loro non sapevano rispondere. Oggi oggi so di avere una preparazione e conoscenza sulla voce che copre assolutamente anche tutta la parte anatomico funzionale e purtroppo so che non è il lavoro che hanno fatto tutti, questo mi dà la tranquillità di prendermi cura a 360° di una persona che si può affidare a me e ad oggi alla mia scuola la Voice Academy. Il metodo che ho scritto è completo e da anni ha dato la possibilità a molti di diventare cantanti di ottimo livello e insegnanti di ottimo livello.
Quale è il tuo personaggio preferito del panorama musicale?
Sono molto eclettico nei gusti, un grande artista lo è a prescindere dal suo stile e genere, però la mia nascita non la rinnegherò mai: David Lee Roth (Van Hallen), Robert Plant, Bon Jovi, Prince, Michael Jackson, James Brown, ma anche George Michael, Sting e molti altri. Nasco innamorato del glam americano.. ma poi ho cantato veramente di tutto e non manca la mia stima per artisti italiani meravigliosi che ho cantato e cantato davanti ad alcuni di loro tantissimo come Riccardo Cocciante, Baglioni, zero, Lucio Dalla, Pooh personaggi meravigliosi e come questi ormai non escono più.
Sei un insegnante di canto e hai una accademia a Firenze, raccontaci.
La mia accademia si chiama Voice Academy ho avuto a lezione probabilmente la maggior parte delle persone che oggi lavorano in Toscana e non solo cantanti, sono stato insegnante anche di importanti personaggi che non menziono ma che fanno parte del panorama musicale di altissimo livello. Se vorranno fare il mio nome, lo faranno loro. Voice Academy nasce per amore e ha uno dei programmi più definiti e completi per tutti i livelli, tre qualifiche da raggiungere e un diploma per chi lo merita. Ho scelto tre persone per poter proseguire la mia strada che lavorano in Academy, persone che ho scelto per il cuore, per il loro sapersi dare e soprattutto per la loro capacità vocale che sono Giovanna Calabrese, Francesco Morandi e Giulia Romolini; a breve nell’organico entrerà anche mia figlia India. Ho preparato all’insegnamento diverse persone e diversi insegnanti che lavorano in Toscana sono frutto di un mio lavoro e amore, mi sono permesso di fare questo perché l’allievo che supera il maestro deve essere uno sprono meraviglioso e una grande soddisfazione per chi da col cuore e noi alla Voice facciamo così.
Hai un gruppo storico dance come si chiama? Quando si è formato? Chi sono gli altri componenti?
La mia Band da Anni si chiama SuzyQ , ho lavorato per anni con i migliori turnisti della Toscana e dell’Italia, poi ho deciso di fermarmi a lavorare solo con loro. La band è formata da Marzio Pinzauti (basso), Cris Pinzauti (chitarra), Fabrizio Valenti (batteria). Facciamo Dance con un live act energico e funzionale.

Hai un’altra passione oltre la musica che riguarda il food nello specifico il sushi sono curiosa di come hai iniziato?
Si la musica è il mio amore principale, ma il mio hobby è sempre stato il Food, la cucina e soprattutto il Sushi. Sono circa 20 anni che mi diletto e ormai posso dire di cavarmela bene. Nasce tutto dal periodo maledetto del Covid in cui ho imparato che parlare di musica come fosse un vero lavoro faceva sorridere ma in quel tempo c’era poco da ridere, l’arte non è un lavoro e ce lo hanno gridato a gran voce. Da qui il mio desiderio di accompagnare le persone in qualcosa che non conoscono. Mi sono inventato le Sushi Lesson che non sono altro che una spiegazione della preparazione del sushi e molti altri piatti durante una degustazione ed è stata l’unica cosa che mi ha aiutato in quel periodo a tenere in vita la Voice Academy che non è altro che un’associazione culturale sportiva. Ho ricevuto dei grandissimi complimenti soprattutto da giapponesi che mi hanno commosso più e più volte e dopo il mio viaggio in Giappone ho potuto capire il perché di tanti complimenti che non capivo. Adesso la Voice Academy sta prendendo un’altra strada che si allarga ancora di più al sociale e che si aprirà in molte direzioni: faremo corsi per anziani e per disabili. Voglio che il canto, la cucina e tutto quello che è una forma di amore possa aiutare persone che hanno bisogno di riaccendersi a tutte le età e voglio unire i più giovani ai più anziani. Nel nostro organico abbiamo un’altra preziosa presenza che è Elena Rasini che ci aiuterà a indirizzare al meglio tutto questo potenziale di amore.
Se avessi la possibilità di realizzare a breve un tuo sogno quale sarebbe?
Il mio sogno è riuscire ad aiutare le persone malate di Alzheimer perché ho compreso che il canto li muove, riaccende i loro ricordi, voglio aiutare persone disabili perché le sale che ho costruito avevano già il desiderio e le misure per far entrare persone con le carrozzine; voglio aprire le porte a tutte le persone che hanno bisogno di unione condivisione e amore con tutte le forme che conosco, questo è il mio sogno, uso la parola voglio perché sono iniziative che accenderò all’interno della Voice Academy, il “vorrei” lo uso nella speranza che tutto questo possa servire a qualcuno. Spero solo il mio corpo mi aiuti a tenere botta il più possibile.
Hai fatto anche esperienze televisive
Una delle cose belle che ho vissuto tra le tante della mia carriera, se si può così definire, sono stati i programmi televisivi ai quali sono stato invitato che mi hanno in un certo qual modo indicato la via che ho intrapreso, prima apparizione con “Cortesie per gli ospiti”, invitato come concorrente da un caro amico, Marco Giangrasso “il Re del lampredotto”; poi, fui contattato da Endemol per partecipare alla prima edizione di “All Together Now” su canale 5 e di seguito invitato alla “Prova del cuoco” della Isoardi in Rai. Tutto mi ha accompagnato nel pensare che la mia altra strada potesse definirsi naturalmente, a volte le porte si aprono, come mi è successo per il canto e oggi per altra avventura, basta avere il cuore e gli occhi giusti perché qualcosa o qualcuno ci indica la via e di questo ne sono certo fermamente.









