di Simone Tofani
PISTOIA – I Delta V festeggiano i loro 30 anni di carriera con il tour “Nazisti dell’Illinois”, titolo che diventa manifesto di una band capace di trasformare ogni linguaggio sonoro in un viaggio unico.
Viaggio che parte dal palco del Santomato Live, da dove un flusso di musica elettronica avvolge il cielo pistoiese.
L’apertura della serata è affidata a Dettalele. La giovanissima Rachele con la sua bellissima voce e grande tecnica, tiene testa agli assoli di chitarra che nascono sul palco, facendo da punto di giunzione con la parte ritmica. Questo mix unito anche al suono della tastiera elettronica fonde le sonorità più ruvide del Rock a beat più danzanti del Pop. La grande qualità e la voglia di miscelare generi musicali di Dettalele è uno splendido modo di iniziare questo viaggio.

Il silenzio cala, le luci accennate creano l’atmosfera per i Delta V. Carlo Bertotti (synth, basso), Flavio Ferri (chitarra, synth) e Marti (voce) compaiono sul palco, insieme a loro Nicola Manzan (chitarra, violino), mentre alla parte ritmica Simone Filippi (batteria). Mentre le prime note danno il via ufficiale a questo viaggio nei trent’anni, il suono curato da Vladimir Jagodic prende forma.
L’inverno e le nuvole, in nuovo vestito sonoro che trasporta in un paesaggio rarefatto, tra archi sintetizzati e riverberi profondi. È un invito a dimenticare la notte pistoiese per immergersi in una dimensione onirica.

Dallo spazio alla ribellione, la sequenza passa a Il mondo visto dallo spazio, il ritmo accelera, il synth si fa più deciso. L’omaggio al cinema anni ’80 con un campionamento Blues Brothers proprio della scena che vede partecipi i Nazisti dell’Illinois introduce l’omonimo brano. Brano che dà anche il nome al tour , con il ritornello asciutto che fa cantare le pareti del club: trent’anni di storia racchiusi in un assolo di chitarra affilata come un rasoio.
La scaletta si trasforma in un DJ-set dal vivo: Il cielo, Sul filo, Via da qui si fondono in un flusso continuo. Le luci si fanno soffuse, con i fari mobili che tagliano il buio: ogni traccia è un capitolo di una colonna sonora ideale, un film che ognuno di noi proietta nella mente.

La tensione emotiva cresce con “La costruzione di un errore” che, nel giro di pochi battiti, esplode in “Goodbye”: sentimenti al neon e synth dissonanti che risuonano nell’aria. Poi “San Babila ore 20”, seguito da un omaggio a Moretti con “Una minoranza”
“Disturbano” con il suo groove che si fa ruvido per poi assumere un sapore mediterraneo in “Disubbidiente” seguita dall l’intermezzo di Mediterraneo (“Si sono dimenticati di noi”) che coglie tutti di sorpresa.
Mentre lo scorrere dei brani è un continuo fatto di picchi di potenza e nostalgia, dal palco “Il primo giorno del mondo” è un’esplosione di luce e beat, preludio a “Un’estate fa”. Un vero e proprio tuffo nel passato, tra ricordi caldi e malinconici. Una quasi sussurrata “non sei solo tu” prima di lanciarsi in “Al.C”.

Il viaggio sonoro entra nella sua parte finale con un medley emozionale che mescola “Marta ha fatto un sogno” in una chiave Darkwave e l’omaggio inatteso a “Blue Monday”. L’energia è al culmine “Domeniche di agosto” chiude la scaletta ufficiale con un’onda di calore umano, mani alzate e pelle d’oca.
Il pubblico reclama a gran voce il bis: parte “Se telefonando”, delicato tributo all’eleganza di Mina, su cui si adagiano synth di cristallo e un tappeto di archi. E poi, per chiudere in bellezza, un’ultima esplosione di energia con i “Nazisti dell’Illinois” tra sax elettronico e cori finali che sanciscono un trentennio fatto di innovazione e sperimentazione.

Con questa tappa pistoiese, i Delta V dimostrano che l’essenza di un’idea sonora non invecchia mai: si trasforma, si rigenera, si reinventa. Chi è salito sul palco ha ripercorso la propria storia, intrecciando passato e futuro in un live che somiglia più a un viaggio sonoro dalle forme di film interattivo, più che un semplice concerto.









