mercoledì, Settembre 9, 2026

Serravalle civica-indipendenza: “Vinacciano: un borgo medioevale da valorizzare”

SERRAVALLE – “L’attuale amministrazione comunale ad oggi si è sempre distinta per la trascuratezza o la dimenticanza, nel proprio operato, di alcune frazioni del comune. Solo Casalguidi e Cantagrillo sembrano polarizzare l’attenzione della giunta.
Vinacciano, per esempio, risulta la frazione  dimenticata per eccellenza, non solo dalla giunta Lunardi ma anche dalle giunte precedenti.

Il Castello di Vinacciano (foto Andrea Capecchi)


Nel primo programma elettorale  di “Uniti per Serravalle” non è nemmeno citata, mentre ciò che viene previsto nel secondo programma elettorale (recupero del Borgo: Palazzo Sozzifanti, Chiesa, Torre, Parcheggio, Cimitero con Ossari e Forni ) è rimasto finora lettera morta.
Eppure il borgo di Vinacciano ha una tradizione storica e culturale invidiabile, che inizia prima dell’anno mille: solo per questo dovrebbe essere adeguatamente valorizzato e promosso, occupando uno dei primi punti dei programmi elettorali delle liste che partecipano alle elezioni comunali. Invece rimane sempre, inspiegabilmente, l’ultima ruota del carro. Le amministrazioni comunali, sia di centrosinistra che di centrodestra, sono state incapaci di sfruttare il potenziale costituito dal patrimonio architettonico, artistico, religioso e culturale di questo borgo al fine di potenziare la vocazione turistica del comune di Serravalle Pistoiese.
Forse i nostri amministratori non sanno che il nome del paese deriva da “Curtem”, che significa cortile o sede di autorità, e da “Vinathianam”, probabilmente legato alla produzione vinicola (“Vinum”) e all’attività della caccia (“Venatio”) che vi si svolgeva. Forse i nostri amministratori ignorano la sua storia.
L’esistenza del borgo di Vinacciano e del suo castello risale a molti anni prima del 998: proprio il 25 febbraio di quello stesso anno Ottone III di Sassonia, imperatore del Sacro Romano Impero, che deteneva il controllo su questo territorio, attraverso un diploma che spedì al Vescovo pistoiese Antonini, dichiarò di proteggere la Curtem Vinathianam, cioè la città di Vinacciano.
Successivamente, nel 1221, il borgo passò al comune di Pistoia. Nel  1314  il signore di Pisa e Lucca Uguccione della Faggiola tentò invano di conquistare la città di Pistoia, ma riuscì a impadronirsi di alcune roccaforti nei dintorni, ossia di Casore, Castellina, Serravalle, Marliana e Vinacciano.
La conferma della rilevanza strategica del castello di Vinacciano venne ribadita nel 1318, quando i Lucchesi attaccarono nuovamente la città di Pistoia. Anche Castruccio Castracani, condottiero ghibellino lucchese, dopo aver conquistato i castelli vicini, il 2 gennaio 1318 arrivò nel paese di Vinacciano che si dovette arrendere e sottomettere. In seguito la sorte del borgo  sarà la stessa della città di Pistoia, che passerà dal dominio lucchese a quello fiorentino, come attestano le due statue raffiguranti un leone e una leonessa sotto la torre pentagonale, simbolo di sudditanza dalla città di Firenze.
Nel 1501 anche Vinacciano diventa teatro dello scontro tra i due poteri forti di Pistoia, i Panciatichi e i Cancellieri, che qui si erano insediati. I primi dettero fuoco ai possedimenti della famiglia Cancellieri: infatti ciò che resta del castello originale, di loro proprietà, è solamente la torre pentagonale, la quale, avendo perso la sua originaria funzione difensiva, venne trasformata in una cappella con stanza funebre al primo piano e poi annessa nell’Ottocento al Palazzo Cancellieri (XVI secolo), che diverrà in seguito Palazzo Sozzifanti.
Il sindaco Lunardi e la sua giunta, tra una festa e l’altra,  che cosa hanno da dire in merito a questo piccolo gioiello medioevale posto sul colle del Montalbano? Quando inizieranno a dare importanza a ciò che davvero merita l’attenzione collettiva?”

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