PISTOIA – “Ci siamo chieste, come Coordinamento Donne CGIL e SPI, se sia corretto da parte di un’amministrazione comunale che “dovrebbe” rappresentare tutti i cittadini, ospitare nella Sala Maggiore del Palazzo Comunale di Pistoia, la conferenza promossa da Pro Vita e Famiglia che intende fornire indicazioni per “fermare la propaganda Gender dentro e fuori le scuole”.

Ci ha indignate vedere il logo del Comune di Pistoia sulla locandina di un evento che rappresenta posizioni radicalmente sessiste e omolesbotransfobiche, organizzato da chi indica il corpo delle donne come uno strumento per incrementare la natalità, senza preoccuparsi mai se la maternità derivi da atti di volontà attiva, da scelte consapevoli e possibili, da stati di salute e situazioni economiche tali da poter costruire DAVVERO percorsi di vita degni di questo nome.
E’ evidente che NO! Al Comune di Pistoia non interessa promuovere percorsi sociali e culturali intersezionali e che possano favorire la qualità della vita de* cittadin*, altrimenti anziché sponsorizzare associazioni che fanno della sottocultura e dell’odio una bandiera (la comunità scientifica mondiale ritiene ormai da molti anni che il sesso fenotipico NON è l’unico elemento sul quale si può costruire la complessità dell’indentità personale, sessualerelazionale) potrebbe sforzarsi di fare un piccolo passo avanti e cercare di capire come si può aiutare i giovani a comprendere un fenomeno così complesso qual è la costruzione della propria identità, senza patologizzarlo e senza affrontarlo come un tabù.
Aiutare, ascoltare, studiare, con l’obbiettivo di fornire metodi e chiavi per vivere la vita in libertà e senza aver deciso tutto prima, a priori. Ci rendiamo conto di aver chiesto troppo e allora se non si è capaci di rispetto per l’altro, di visioni intersezionali, di apertura e ascolto chiediamo almeno di partire dalle basi: affidarsi alla scienza e non a teorie che ci riportano al Medioevo, implementare servizi dove tutt* possano sentirsi accolt*, ascoltat*, aiutat* e consentire alla scuola di essere luogo aperto, vitale, intersezionale, una finestra aperta sul mondo che cambia e cresce e muta, nonostante gli sforzi di chi vorrebbe i nostri figli e figlie ingabbiati in schemi fissi, ruoli e parole come ad inizio novecento.
Non ci stupiamo dell’atteggiamento di questa destra: in un mondo di manichini comandare è più facile e ogni giorno ne abbiamo le prove. Le ultime in ordine di tempo sono gli indegni appelli all’astensione per i referendum su lavoro e cittadinanza dell’8 e 9 giugno.
Il patrocinio del Comune di Pistoia è particolarmente grave: non si tratta solo di una presa di posizione ideologica, ma di un utilizzo delle istituzioni per sostenere attivamente la disinformazione e l’intolleranza.
Quando le istituzioni prestano il proprio sigillo a iniziative cariche di odio e disinformazione, il messaggio è chiaro: la scuola pubblica è nel mirino, e i diritti di bambinə, insegnantə e famiglie LGBTQIA+ possono essere sacrificati in nome di una battaglia ideologica. Se un Comune si schiera con chi disprezza i diritti civili e disinforma le famiglie, allora sta tradendo la sua funzione pubblica. Si parla di “fermare la propaganda gender”: una formula vuota e delirante che serve solo a screditare progetti educativi basati su evidenze scientifiche, approvati da organi scolastici e promossi per contrastare il bullismo, il suicidio giovanile e l’abbandono scolastico tra i minori LGBTQIA+.
Noi, donne della CGIL, vogliamo per le generazione future un mondo di possibilità e siamo pronte alla sfida. continueremo a difendere i diritti delle persone LGBTQIA+: le loro vite non sono un’opinione, così come la libertà di insegnamento”.
Coordinamento Donne CGIL
Coordinamento Donne SPI CGIL









