mercoledì, Settembre 9, 2026

Spedaletto di Pistoia, una Rievocazione nel nome di Matilde di Canossa

di Marcello Paris

PISTOIA – Una sfilata per le vie del paese, artigiani al lavoro, Elfi che propongono i loro prodotti, gara di pesca. Tutto questo il 10 agosto si traduce in  “Matilde in Pratum Episcopi” la rievocazione storica di Spedaletto, il  Borgo sulle colline di Pistoia, mentre Matilde è la signora di Canossa e il “Pratum”,  secondo alcuni studiosi potrebbe identificarsi con quello di Cassio, compreso nella donazione di Gaidoaldo (anno 767) al Monastero di S. Bartolomeo.

La Presentazione della Festa

La Festa è il risultato di un lavoro collettivo organizzato dalla Pro Loco di Spedaletto, realizzato con il contributo della Regione, il patrocinio  del Comune di Pistoia e la partecipazione del Liceo Forteguerri, la scuola secondaria Cino da Pistoia e il partenariato dell’Archivio di Stato di Pistoia, l’associazione Matildica Internazionale, Ecomuseo della montagna pistoiese e il Capitolo della Cattedrale.

Le caratteristiche della rievocazione, vale a dire il soggiorno di Matilde a Spedaletto da agosto a settembre del 1098, sono state illustrate dal vice presidente della proloco Tommaso Toninelli, Cristina Gavazzi dell’Archivio Storico, l’insegnate del Forteguerri Natascia Bianchi accompagnata dai quattro rappresentanti dei gruppi di studenti della 3 B che hanno lavorato alle ricerche storiche.

Quello delle ricerche, è stato detto, è stato un lavoro faticoso ma prezioso per le tante notizie trovate del passaggio di Matilde di Canossa dal piccolo paesino sulla strada dall’Emilia Romagna alla Toscana ma luogo importante per la presenza di un Ospedale, Spedaletto appunto, per accogliere e rifocillare i Pellegrini che percorrevano la via Francesca della Sambuca.

Costumi di Spedaletto, XI secolo

La giornata, con il corteggio in costumi d’epoca per rappresentare l’arrivo di Matilde, sarà arricchita da banchi con  prodotti alimentari portati dai vicini abitanti della foresta, gli Elfi, produzioni artigianali locali ed inoltre ci saranno le pergamene frutto della ricerca degli studenti che hanno anche provveduto alla loro traduzione dal latino antico.

In paese risuoneranno colonne sonore medievali realizzate dalla scuola Cino da Pistoia sotto la guida del professor Salvatore Carannante mentre le campane scandiranno alcuni momenti della festa.

Vale ricordare che ”la presenza dell’Ospizio nella vallata del torrente Limentra rappresentava un sicuro punto di riferimento per i pellegrini che si trovavano sulla Via Francesca della Sambuca; ogni sera al tramonto la campana suonava a rintocchi per indicare gli alloggiamenti compresi entro il perimetro fortificato dove veniva offerto rifugio, cibo e riposo”.

Insomma, questa rievocazione, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole essere un momento per far vivere il Paese e allietare gli ospiti, che si augurano numerosi, ma anche per ricordare una pagina di storia vissuta da quelle popolazioni e che gli studenti, impegnati in un percorso di orientamento scolastico, hanno voluto in piccola parte ricostruire .

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