PISTOIA – Dopo gli ultimi sviluppi e l’Ordinanza di sgombero della struttura, si forma attorno a Vicofaro una iniziativa di rilevanza nazionale che rilancia la solidarietà al Centro di accoglienza di Vicofaro. Una iniziativa che viene da fuori provincia e ha come ispiratore e uno fra i primi firmatari Padre Alex Zanotelli. L’appello punta a rilanciare la proposta di don Biancalani ed è diretta conseguenza delle ultime vicende. Esprime solidarietà all’esperienza pistoiese, criticando con forza l’Ordinanza di sgombero e chiedendone il ritiro.

Appello per l’accoglienza a vicofaro
“La Chiesa deve essere come un ospedale da campo: prima di tutto si curano le ferite. Il resto verrà dopo.” (Papa Francesco)
“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia.” (don Lorenzo Milani)
In un tempo segnato da indifferenza e chiusura, la comunità di Vicofaro rappresenta uno dei luoghi dove la parola “Vangelo” si traduce in accoglienza concreta, ascolto e giustizia sociale.
Questa realtà è espressione autentica di quella “CHIESA OSPEDALE DA CAMPO” che Papa Francesco ha evocato come modello per il nostro tempo: una Chiesa che si china sulle ferite dell’umanità, senza paura di sporcarsi, senza timore di accogliere chi è scartato, escluso o dimenticato.
Per questo ESPRIMIAMO LA NOSTRA SOLIDARIETÀ ’ a don Massimo Biancalani, ai volontari, ai migranti ospitati e a tutte le persone che fanno della parrocchia di Vicofaro uno spazio vivo di umanità, testimonianza e resistenza evangelica.
CRITICHIAMO CON FORZA L’ORDINANZA DI SGOMBERO firmata dal sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, che rappresenta un attacco simbolico e materiale a una delle esperienze più coraggiose e profetiche di accoglienza in Italia. Colpire Vicofaro significa colpire chi è già vulnerabile: uomini, donne e giovani che hanno trovato in quella parrocchia non solo un tetto, ma una possibilità di rinascita.
Vicofaro nella sua complessità è una risposta profetica a un mondo che costruisce muri invece di ponti. È una cura alle ferite, un rifugio per chi è lasciato ai margini, un’anticipazione del Vangelo vissuto con gli ultimi.
CHIEDIAMO:
- che l’ordinanza di sgombero venga revocata immediatamente e sostituita da un dialogo costruttivo tra Comune, Diocesi e Regione Toscana e le realtà del terzo settore e del volontariato;
- – che si avvii con coraggio una riflessione pubblica e collettiva sulla solidarietà, il diritto all’asilo, e il dovere dell’ospitalità.
- – che cessi ogni forma di strumentalizzazione politico-elettoralistica su un tema, come quello dell’immigrazione e dell’accoglienza, che riguarda la vita e la sorte di tante persone bisognose.
- È urgente che
- – le forze politiche mettano mano ad una radicale riscrittura della legge “Bossi-Fini”, vera origine del meccanismo che spinge alla marginalità sociale migliaia di migranti. Sia abolito l’attuale sistema di respingimento incentrato sui CPR, veri e propri LAGER, una vergogna per il nostro paese.
- – la Regione Toscana e Caritas in particolare si facciano promotori di una iniziativa pilota di piccoli centri di accoglienza di “bassa soglia” diffusi sui territori così da dare risposta al fenomeno sempre più vasto dell’abbandono di persone in strada.
Stare dalla parte di Vicofaro, sostenere e proteggere questo singolare progetto di accoglienza oggi, questo “ospedale da campo” non è un gesto ideologico: è un atto di coscienza e di giustizia, un atto di speranza in un futuro condiviso.
In questo tempo di paura, scegliamo la fraternità.
In questo tempo di chiusura, scegliamo le porte aperte.
In questo tempo di aggressioni, scegliamo la nonviolenza.
I MIGRANTI NON SI TOCCANO, Vicofaro non si chiude!







