di Giacomo Martini
BOLOGNA – E’ iniziata ieri in piazza Maggiore a Bologna la rassegna “Cinema Ritrovato” giunto alla sua 39ma edizione. L’evento, promosso dalla Cineteca di Bologna, si concluderà il 29 giugno.
Per nove giorni il Crescentone e il suo maxi schermo diventerà il paradiso dei cinefili con la proiezione di 454 film, da mattina a sera in 8 sale cittadine: Cinema Modernissimo, Sala Scorsese e Sala Mastroianni al Cinema Lumière, Auditorium – DAMSLab, Cinema Jolly, Cinema Arlecchino, Cinema Europa, Sala Cervi. Tutte le sere, gran finale in piazza Maggiore e tre serate speciali, sempre all’aperto, in piazzetta Pasolini. E alla Biblioteca Renzo Renzi si rinnova l’appuntamento con la Book Fair, la fiera dell’editoria dedicata alle pubblicazioni cinematografiche, che quest’anno raccoglie 70 editori.

“E’ con grande orgoglio – commenta l’assessora regionale alla cultura, Gessica Allegni – che saluto la 39esima edizione de Il Cinema Ritrovato. Un fiore all’occhiello nella programmazione culturale dell’Emilia-Romagna che ormai ha da tempo travalicato i confini regionali per collocarsi come appuntamento europeo irrinunciabile per ogni vero appassionato di cinema. Un vero paradiso dei cinefili, come testimoniano le migliaia di visitatori da tutto il mondo che da decenni si trovano a Bologna a fine giugno. La Regione – conclude l’assessora -, anche in qualità di socio nella Fondazione Cineteca di Bologna, contribuisce e vuole continuare a farlo con indirizzi e risorse a questo straordinario patrimonio culturale della comunità, che anche con questo festival mette in vetrina il lavoro incessante per la valorizzazione e la diffusione del Cinema, quello con la C maiuscola. Complimenti ai realizzatori e buon film a tutti”.
Una 39esima edizione costellata di ospiti e grandi restauri con registi internazionali contemporanei di primissimo piano che parleranno dei classici senza tempo in un viaggio senza fine attraverso la storia del cinema: Terry Gilliam, che presenterà in piazza Maggiore il suo cult “Brazil” nel quarantesimo anniversario della sua realizzazione e sarà protagonista di una conversazione al Cinema Modernissimo; Jarmusch, anche lui al Modernissimo per incontrare il pubblico e poi in Piazza Maggiore per presentare “Solo gli amanti sopravvivono”; Coline Serreau, a cui Il Cinema Ritrovato dedica un’intera sezione: la regista francese presenterà in sala molti suoi film e, in piazza Maggiore, “Tre uomini e una culla”, realizzato nel 1985 e oggetto, due anni più tardi, del celebre remake americano “Tre scapoli e un bebè”; un gigante del teatro come Bob Wilson presenterà al Modernissimo il documentario sul suo leggendario lavoro dei primi anni Ottanta “The Civil Wars”; Asghar Farhadi (conversazione al Modernissimo e al MAST e in piazza Maggiore con “Una separazione”, in collaborazione con International Filmmaking Academy di Bologna); il direttore del Festival di Cannes Thierry Frémaux presenterà il suo nuovo “Lumière! L’avventura del cinema”, nuovo lavoro dedicato ai padri del cinema, terrà una lezione di cinema e presenterà il restauro del film di Bertrand Tavernier da Georges Simenon “L’orologiaio di Saint-Paul”; Alice Rohrwacher offrirà la sua riflessione con una conversazione al Modernissimo; Francesca Comencini sarà una delle protagoniste del festival, curatrice della rassegna dedicata al padre Luigi Comencini (Francesca sarà in piazza Maggiore con “Le avventure di Pinocchio” e presenterà in sala molti film di Luigi). E se Luigi Comencini sarà l’autore italiano che andrà a indagare questa 39ª edizione, Il Cinema Ritrovato porterà poi alla riscoperta un’icona da Oscar (e da record), capace di totalizzare 4 statuette e 12 candidature, come Katharine Hepburn, e poi maestri del cinema da tutto il mondo come lo statunitense Lewis Milestone, il giapponese Mikio Naruse, l’austriaco Willi Forst.
E non dimentichiamo i grandi restauri e gli anniversari cult: 100 anni da festeggiare nel giorno esatto del compleanno per “La febbre dell’oro” di Charlie Chaplin, uscito il 26 giugno 1925 (in piazza Maggiore con l’Orchestra del Teatro comunale diretta da Timothy Brock); e 100 anni anche per due capolavori firmati entrambi nel 1925 da Sergej Ėjzenštejn: “Sciopero!” e “La corazzata Potëmkin”; 50 anni per “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick e “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Miloš Forman con Jack Nicholson.
Un festival che vede le donne al centro di una riflessione importante: una grande diva come Katharine Hepburn, “femminista, acrobata e amante”, come la definisce la curatrice della rassegna Molly Haskell, decana della critica cinematografica statunitense (il suo libro “From Reverence to Rape” ha rivoluzionato la riflessione sul ruolo delle donne nel cinema); un’autrice come Coline Sarreau, da riscoprire fuori dai confini francesi, dove è una celebrità; un’artista di culto come Niki de Saint Phalle, della quale vedremo l’esordio cinematografico, ‘Daddy’, un “film che si basa su archetipi familiari che noi vogliamo denunciare!”; registe come la danese Bodil Ipsen e la norvegese Edith Carlmar (protagoniste della rassegna dedicata al noir nordico degli anni Quaranta e Cinquanta) o l’ungherese Márta Mészáros, di cui sarà possibile vedere tre cortometraggi realizzati a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, da cui emerge la sua grazia nel narrare le esperienze umane più fragili in forme nuove e non convenzionali.









