mercoledì, Settembre 9, 2026

Il Coordinamento Scuole per la Palestina sugli “spaventosi sviluppi” della situazione in Medio Oriente

PISTOIA – “Il Coordinamento pistoiese delle Scuole per la Palestina – all’indomani della manifestazione di venerdì 20 giugno sul Globo e della marcia dei 100mila a Roma sotto le bandiere della pace e della Palestina – guarda con sgomento ai nuovi spaventosi sviluppi della situazione in Medio Oriente: il bombardamento americano di tre siti nucleari iraniani, in piena notte, ha segnato di fatto l’entrata in guerra degli Usa, nonché una ulteriore fase della “guerra globale permanente”. Mentre il presidente Donald Trump esalta lo “spettacolare successo” dell’operazione Midnight Hammer e celebra l’eccellente lavoro di squadra con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, nella martoriata Gaza il genocidio continua senza requie, mediante le bombe e i colpi dei cecchini, la fame e la sete, la mancanza di cure e di medicinali, la gestione scellerata della distribuzione degli stessi aiuti umanitari.

Bombardamenti Usa in Iran

Noi docenti del Coordinamento “Scuole per la Palestina”, in linea con i principi che hanno ispirato la fondazione e ogni azione del nostro gruppo, e che sono incardinati nella Costituzione italiana, ribadiamo prima di tutto che il popolo italiano ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; affermiamo che questo è l’orizzonte della nostra attività e la stella polare che deve guidare noi e, a ogni livello, la politica del nostro paese (affinché esso non debba ora trovarsi, come è accaduto in passato, dalla parte sbagliata della storia); chiediamo che nessun lembo del territorio italiano – compreso quello occupato da basi militari Usa – venga utilizzato come spazio per qualsivoglia attività bellica; condanniamo l’idea e la pratica folli delle “guerre preventive di difesa”, promosse dal governo israeliano, e auspichiamo che sia ripristinata la legalità internazionale con la conferma e l’esecuzione del mandato di arresto spiccato nei confronti di Netanyahu e dell’ex ministro della difesa Yoav Gallant per crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Di fronte ai conflitti in Medio Oriente e ovunque nel mondo, rifiutiamo l’orribile logica espressa dalla locuzione “se vuoi la pace prepara la guerra” e ci proponiamo di sostenere – come educatori, come cittadini, come esseri umani – con ogni mezzo il principio per cui chi vuole la pace deve preparare la pace. Infine, richiamiamo l’attenzione di tutti sui mezzi di informazione: ci sconvolge la naturalezza con la quale vengono dipinti i teatri di guerra e si presenta la guerra come inevitabile (e imminente anche nel nostro angolo di mondo, tanto da doversi attrezzare per affrontarla aumentando in cospicua misura le spese militari), l’implicita accettazione dei conflitti come parte stessa dell’esistenza quotidiana, della violenza come costante probabile del futuro, della “banalità del male” come norma e misura del vivere collettivo. Per questo, contrastiamo l’informazione mainstream (e non ci dimentichiamo che essa è in buona parte controllata da miliardari di assai discutibili equilibrio e moralità) e, soprattutto come insegnanti, continuiamo senza sosta a sollecitare nei giovani la volontà di conoscere e di capire, il discernimento, la consapevolezza e il senso critico”.

Coordinamento pistoiese delle Scuole per la Palestina

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